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Acconto pagato sull’aliquota base

L’allarme del «Sole 24 Ore» di Caf e professionisti ha prodotto i suoi effetti. Per risolvere l’incertezza che si sarebbe potuta creare al momento di pagare l’acconto Imu, il Governo ha rotto gli indugi e ha dato il via libera a una soluzione a cui aveva già pensato due mesi fa. Un emendamento al decreto fiscale depositato ieri stabilisce che la rata di giugno andrà calcolata sulle aliquote base: 4 per mille sulla prima casa; 7,6 dalla seconda abitazione in poi. Ciò significa che la “resa dei conti” tra i contribuenti e il Fisco è rinviata al saldo di dicembre. Per quella data sia lo Stato che i Comuni avranno deciso a che livello fissare l’asticella definitiva del prelievo.
La proposta emendativa, che porta la firma dei relatori del provvedimento sulle semplificazioni tributarie, Antonio Azzollini (Pdl) e Mario Baldassarri (Fli), ricalca una delle soluzioni che il dipartimento delle Finanze aveva messo a punto per il testo originario del Dl. La norma prevede che, per l’anno 2012, il pagamento della prima rata dell’imposta municipale propria sia «effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e le detrazione previste (200 euro per ogni nucleo familiare più 50 euro per ogni figlio di età inferiore ai 26 anni, ndr)». Laddove la seconda rata andrà «versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata».
Nel frattempo sia lo Stato che i sindaci potranno modificare le aliquote base e la detrazione di 200 euro (su cui si veda altro articolo nella pagina accanto) a seconda degli incassi prodotti dai versamenti della rata di giugno. Più nel dettaglio, il Governo potrà emanare entro il 31 luglio un Dpcm con cui variare in su o in giù il limite del 4 per mille sulla prima casa e del 7,6 per mille dalla seconda in poi; a loro volta, i primi cittadini potranno emanare entro il 30 settembre la delibera con cui alzare o abbassare tali soglie.
A questa soluzione si è arrivati dopo il vertice di ieri pomeriggio a Palazzo Madama tra i relatori, i capigruppo della maggioranza, il sottosegretario Vieri Ceriani, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda e il viceministro all’Economia, Vittorio Grilli. Proprio quest’ultimo, al termine della riunione, aveva lasciato intendere che l’Esecutivo sarebbe intervenuto a breve: «Abbiamo presente il problema e faremo del nostro meglio». Dopo un’ora, puntuale, è arrivato il nuovo emendamento di Azzollini e Baldassarri. Che ha sostituito quello depositato giovedì scorso e su cui le commissioni si pronunceranno stamattina. Con la prospettiva di consentire l’approdo in aula dell’intero testo già nel pomeriggio.
Sempre in tema di Imu vengono confermate le modifiche proposte giovedì sui terreni agricoli: esenzione dei fabbricati rurali strumentali siti nei municipi montani oltre i 1.000 metri; riduzione al 25% della base imponibile per gli imprenditori agricoli professionali (i cosiddetti Iap); rivalutazione di un altro 5% delle rendite dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli Iap.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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