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Anche l’ingiunzione fiscale è titolo idoneo per l’iscrizione di ipoteca

Il Punto di S. Zammarchi

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La riscossione delle entrate locali costituisce un’attività d’interesse di assoluta rilevanza in quanto necessariamente collegata alle operazioni di contrasto all’evasione fiscale, nonché tesa a raggiungere un adeguato livello di incassi dei tributi comunali, rispetto agli avvisi di accertamenti notificati.
Di fatto la fase della riscossione costituisce l’atto conclusivo di un iter organizzativo che può essere valutato positivamente solo se il grado degli introiti registrati è elevato. Tale valore è fondamentale anche nella costruzione del bilancio perché i valori medi degli incassi incidono sulle previsioni da elaborare.

È quindi importante realizzare modelli organizzativi della riscossione coattiva caratterizzati da un efficace rapporto funzionale tra la gestione del tributo, il controllo e l’accertamento delle violazioni con la successiva fase della riscossione. Tuttavia se in sede di riscossione coattiva, gli enti locali non possiedono strumenti idonei per recuperare i crediti vantati, si rischia di vanificare tutte le attività accertatine poste in campo.
Su tale questione è interessante esaminare l’intervento dell’Agenzia delle entrate che con la Risoluzione n. 149/E dello scorso 12 dicembre, ha risposto ad un interpello (ex art. 11, comma 1, lett. a) della Legge 27 luglio 2000, n. 212), formulato da un Agente della riscossione.

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