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Blocco stipendi nel 2014 allarme pubblico impiego

Il governo prepara una proroga al 2014 del blocco degli stipendi nel pubblico impiego e degli scatti di anzianità nella scuola? A lanciare l’allarme è stata Rossana Dettori, segretario generale della Funzione pubblica Cgil che ha chiesto al governo di smentire le indiscrezioni che da qualche giorno hanno messo in fibrillazione se non tutti, almeno una buona parte dei 3 milioni di dipendenti pubblici. «Sarebbe davvero inopportuno – ha osservato la sindacalista ieri mattina – un decreto approvato dal Governo Monti, una forzatura ai danni dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni. Il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi dovrebbe smentire le voci che lo annunciano come imminente». «Un’altra proroga al blocco dei contratti pubblici sarebbe inaccettabile», aggiungono i segretari generali Funzione pubblica e Scuola della Cisl, Giovanni Faverin e Francesco Scrima, ricordando che le retribuzioni sono già ferme dal 2010, «mentre la spesa pubblica continua a crescere». Dello stesso tenore le dichiarazioni Ugl. Il governo si è limitato, con una nota serale del ministero Economia, a precisare che «nulla è stato deciso» e che della questione si occuperà il prossimo consiglio dei ministri, previsto per la prossima settimana. In verità, la situazione è complessa perché l’intervento del governo sarebbe tutt’altro che discrezionale ma espressamente previsto dal primo decreto sulla spending review, convertito in legge nel luglio 2012. Tuttavia, per attuarlo si starebbe valutando la possibilità di ricorrere a un Dpr, come quello previsto dalla manovra Tremonti dell’estate 2011. In quel decreto si prevedeva infatti la possibilità, non l’obbligo, di prorogare di un ulteriore anno il blocco degli statali con un Decreto del Presidente della Repubblica (Dpr). Questa formula avrebbe se non altro il vantaggio di trasferire al nuovo governo la scelta definitiva. Infatti, la procedura prevede un primo passaggio in consiglio dei ministri, poi la consultazione del Consiglio di Stato, quindi un passaggio alle Camere e infine l’approvazione definitiva del provvedimento con l’invio al Quirinale. Tempi? da 4 a 6 mesi, del tutto compatibili con il blocco esistente, che resterà in vigore fino al 2013. La decisione finale spetterà a Palazzo Chigi e al ministro dell’Economia Grilli, ma un testo circola già e indica il blocco «senza possibilità di recupero» delle procedure negoziali e contrattuali del biennio 2013-14 e dei riconoscimenti contrattuali eventualmente previsti dal 2011. Quanto all’indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2015-2017 verrebbe erogata a partire dal 2015 con nuovi criteri di calcolo. Infine, il testo stabilisce il blocco degli scatti di anzianità, a valere sul 2013, per tutti i dipendenti della scuola (docenti e non). Insomma, una nuova batosta. Il blocco delle retribuzioni sarebbe costato circa 1500 euro ai dipendenti pubblici secondo i calcoli della Cgil.

Fonte: Il Messaggero

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