Questo articolo è stato letto 0 volte

Comuni e Province, oggi arrivano i tagli da 2,2 miliardi

È oggi la giornata campale per la spending review negli enti locali, ma non succederà tutto quello che il ricchissimo calendario ha messo in conto per oggi.

Partendo dai dati più certi, nella Conferenza Stato-Città in programma a mezzogiorno il Governo presenterà la distribuzione dei tagli di Comuni e Province, un conto da 2,2 miliardi di euro per quest’anno. Per i Comuni, Governo e sindaci sembrano vicini sulle modalità di distribuzione del taglio, che non replicheranno i parametri utilizzati per distribuire la stretta da 563,4 milioni chiesta dal decreto sul bonus Irpef (sforbiciata proporzionale ai Comuni interemdi) ma dovrebbero essere parametrati alle risorse standard di ogni ente. Il quadro però è ancora in movimento sulle modalità di distribuzione del fondo di solidarietà comunale, cioè l’altra gamba dei provvedimenti in attesa oggi, ed è solo dall’incrocio di questi due fattori che può scaturire il quadro delle risorse 2015 di ogni Comune.

Se i sindaci attendono di conoscere la geografia di tagli da 1,2 miliardi, per Province e Città metropolitane la partita vale un miliardo (900 milioni nei territori a Statuto ordinario). In questo quadro, il taglio dovrebbe essere distribuito per un quarto sulle Città e per il resto sulle Province. I risultati definitivi di queste due mosse dipenderanno infine anche dalle clausole di salvaguardia che saranno poste per evitare un taglio troppo drastico sui singoli enti, e che in genere accompagnano questi provvedimenti quando cambiano i parametri di distribuzione rispetto all’anno precedente.

Nel calendario delle Province e delle Città metropolitane, però, sotto la data di oggi è segnata un’altra scadenza importante: in base al programma scritto nella circolare 1/2015 dei ministeri della Pa e degli Affari regionali, gli enti di area vasta dovrebbero infatti aver individuato con nome e cognome il personale «in soprannumero», cioè gli esuberi da ricollocare o da portare in pensione con le regole pre-Fornero entro fine 2016. Questo passaggio, però, non è avvenuto, e al massimo alcune amministrazioni hanno stabilito ufficialmente quanto costa il personale in eccesso, pari al 50% del totale per le Province e al 30% per le Città metropolitane. Tagli e riorganizzazione del personale sono legati a doppio filo, perché dall’alleggerimento degli organici dipende gran parte della possibilità di realizzare davvero i risparmi chiesti dalla manovra.

Il problema, però, rimane su gran parte del territorio l’inattuazione della riforma Delrio, che chiede alle Regioni di decidere a chi vanno le funzioni ex provinciali. Oltre alla Toscana, solo la Liguria ha approvato la propria legge, e fra gli inadempienti ci sono anche molte delle Regioni che vanno al voto. Tagli o non tagli, insomma, il personale rischia di rimanere in carico alle Province ancora a lungo.

L’ultima scadenza di oggi riguarda le partecipate: enti territoriali, università e autorità portuali devono entro oggi inviare alla Corte dei conti i propri «piani di razionalizzazione», con l’obiettivo di tagliare doppioni, scatole vuote e società lontane dai fini istituzionali degli enti. Anche da questo punto di vista, però, i ritardi sono diffusi, e servirà probabilmente più tempo anche perché la norma, vale a dire la piccola parte del «piano Cottarelli» finita nella legge di stabilità, non prevede sanzioni.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>