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Fondazioni bancarie dovranno pagare Imu

Le fondazioni bancarie dovranno pagare l’Imu. L’emendamento, proposto dai senatori Lannutti- Mascitelli e approvato dalle commissioni del Senato nel Dl sui costi della politica, stabilisce che l’esenzione per le organizzazioni no profit “non si applica alle Fondazioni bancarie”.

COMUNI-REGIONI IN ROSSO BLOCCANO SENATO: ANCORA NODI DA SCIOGLIERE – di Giovanni Innamorati

Il classico “assalto alla diligenza” al decreto sui costi della politica, ha bloccato il cammino di questo provvedimento nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato, con il rischio di trasformare un testo che vuole portare rigore in uno che allarga i cordoni della borsa. Al centro del confronto una serie di emendamenti di vari partiti che prevedono Fondi per i comuni e le Regioni in Rosso, con i senatori della Campania assai attivi nelle loro richieste. Il decreto arriverà oggi in aula.

Già alla Camera sono state inserite modifiche che riguardano Comuni e Province in rosso, come l’Istituzione di Fondo per aiutare gli Enti locali che, una volta accertata la situazione di “squilibrio” da parte della Corte dei Conti, si impegnano in un piano di rientro. Il testo giunto dalla Camera stabiliva che le somme date ai comuni fossero di 200 euro per abitante.

Cifra questa che i senatori Pd della Campania (prima firma Annamaria Carloni) chiedono di portare a 300 euro. Sempre con un occhio a Napoli è l’emendamento del capogruppo di Idv, Felice Belisario, che chiede di raddoppiare da 5 a 10 anni per i comuni con più di 500.000 abitanti il periodo di attuazione del piano di risanamento. La vendetta della Lega è passata per un emendamento, approvato, che vieta ai comuni di usare questi soldi per organizzare “manifestazioni sportive”, con un blocco quindi per la Coppa America.

Due identici emendamenti, presentati dai senatori campani del Pd e della Campania (primo firmatario Vincenzo Nespoli) chiedono che un altro Fondo ad hoc sia istituito anche per le Regioni in rosso. Il costo per l’erario sarebbe di 300 milioni nel 2012, 500 nel 2013 e di un miliardo dal 2014. Su questo il governo resiste, mentre c’é un’apertura sull’innalzamento delle somme da destinare a ciascun comune.

Altro nodo che ha bloccato le commissioni riguarda il Sisma dello scorso maggio in Emilia. La novità è l’assorbimento nel decreto sui costi della politica di quello, più recente, che estende ai lavoratori autonomi una serie di facilitazioni fiscali finora concesse solo alle imprese e ai dipendenti. Ma la richiesta di tanti senatori è quello di allargare i benefici anche alle aziende che hanno avuto “danni indiretti”. Ad esempio quelle i cui capannoni non sono stati danneggiati direttamente, ma che essendo in zone dichiarate inagibili, hanno comunque dovuto chiudere gli impianti per un certo periodo. Ma il sottosegretario Gianfranco Polillo ha chiarito che il governo non è in grado di aumentare le risorse (6 miliardi) e che un ampliamento del numero dei beneficiari implica ad un abbassamento delle facilitazioni di ciascuno di essi.

Infine c’è il nodo della riscossione dei tributi dei Comuni. Un emendamento dei relatori e del governo introduce l’obbligo per questi Enti di ricorrere al nuovo Consorzio formato dall’Anci in collaborazione con Equitalia, ma una pioggia di sub-emendamenti dovrebbe portare ad attenuare la norma, trasformando l’obbligo in possibilità

Fonte: ansa

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