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Il Commento – Comodati e IMU: necessaria un’aliquota specifica

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di M. Fogagnolo (www.ufficiotributi.it 28/4/2016)

Mentre la maggior parte dei comuni si apprestano ad approvare i bilanci di previsione 2016, rimangono ancora molti dubbi in merito ai termini di applicazione della principale modifica introdotta dalla legge di stabilità 2016 in tema di IMU, con riferimento agli immobili concessi in comodato.
Pur a fronte dei chiarimenti forniti dal Ministero delle finanze nella risoluzione n. 1/2016, appare infatti necessario definire in modo chiaro quale sia la natura degli immobili concessi in comodato ai fini della loro qualificazione nell’ambito dell’IMU.
Il dimezzamento della base imponibile non appare infatti coordinabile con la previsione per cui questi immobili potrebbero continuare ad essere equiparati all’abitazione principale, anche solo sotto il profilo dell’aliquota IMU applicabile nel 2016, a differenza di quanto previsto fino allo scorso anno, dove l’art. 1, comma 707 della legge n. 147/2013 prevedeva che i comuni avrebbero potuto considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado ivi residenti e dimoranti, limitando l’agevolazione alla quota di rendita non eccedente il valore di € 500, oppure al caso di nucleo familiare con ISEE non superiore a € 15.000 annui.
Come chiarito dal Ministero delle finanze nella risoluzione n. 1/DF/2016, a partire da quest’anno gli immobili concessi in comodato non potranno più essere considerati, sotto il profilo impositivo, come abitazioni principali, ma dovranno necessariamente essere assoggettati ad imposta come «altri fabbricati», in quanto utilizzati da un soggetto diverso dal proprietario …

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