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Il Punto di Stefania Zammarchi – Applicazione comma 336 quale strumento di perequazione fiscale e di estensione della base imponibile

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di S. Zammarchi (25/7/2016)

Quando il legislatore ha inteso introdurre le disposizioni dell’art. 1, comma 336 (ma anche del comma 335), della Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Legge Finanziaria per l’anno 2005), intendeva migliorare la disciplina afferente all’intervento dei Comuni nella segnalazione delle unità immobiliari, per le quali si rende necessaria una variazione del classamento.
Nel dettaglio, la normativa dispone: “i comuni, constatata la presenza di immobili di proprietà privata non dichiarati in catasto ovvero la sussistenza di situazioni di fatto non più coerenti con i classamenti catastali per intervenute variazioni edilizie, richiedono ai titolari di diritti reali sulle unità immobiliari interessate la presentazione di atti di aggiornamento redatti ai sensi del regolamento di cui al D.M. 19 aprile 1994, n. 701 del Ministro delle finanze”. Questa previsione specifica che la richiesta, riportante gli elementi constatati, tra cui l’eventuale data a cui si riferire la mancata presentazione della dichiarazione catastale, sia notificata ai soggetti interessati e comunicata, con gli estremi di notificazione, agli Uffici provinciali dell’Agenzia delle Entrate, sezione Catasto.
Seguendo la procedura illustrata, l’Agenzia procede all’ esecuzione degli adempimenti previsti per la dichiarazione catastale, attribuendo le spese e i tributi di legge, a carico del soggetto coinvolto, in caso di inadempienza.

L’introduzione delle disposizioni richiamate, ha fatto immediatamente emergere l’occasione a favore dei Comuni, per poter intervenire, anche in maniera estesa, sulla revisione ed aggiornamento delle rendite catastali, stante lo stallo della riforma del Catasto che, ancora oggi, non trova la via del rinnovamento. Questa opportunità ha pertanto istituzionalizzato la partecipazione dei Comuni alla gestione dello stesso, cosicché, molti Comuni, si sono attivati con significative sperimentazioni.

Ancora oggi, a quasi dodici anni dalla sua emanazione, la norma in parola consente agli enti locali di collaborare con gli uffici catastali territoriali, per l’accertamento dei classamenti e dei valori dei fabbricati, in un periodo congiunturale particolarmente sfavorevole, in ragione delle disposizioni in ambito di spending review e di tagli dei trasferimenti erariali e regionali. A questo va aggiunto il divieto di aumento delle aliquote e tariffe, stabilito dall’art. 1, comma 26, della Legge n. 208/2015.

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I tributi locali nel 2016

di Cristina Carpenedo

La fiscalità locale è stata interessata da due importanti eventi normativi: la legge 28 dicembre 2015 n. 208, la legge di stabilità per il 2016 ed i decreti legislativi n.ri. 156, 158 e 159 del 24 settembre 2015 di attuazione della delega fiscale (approvata con L. 23 del 11/03/2014).

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