Questo articolo è stato letto 2 volte

Immobili storici, fisco soft

Fisco soft sugli immobili di interesse storico-artistico concessi in locazione. L’imponibile Ires è determinato nel

maggiore tra il canone annuo, ridotto del 35%, e la rendita catastale effettiva rivalutata, ridotta del 50%.

Quest’ultima, quindi, non va considerata per intero. È questa l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle entrate

con la risoluzione n. 114/E del 31 dicembre 2012. L’ultimo chiarimento dell’anno risponde a una richiesta di

consulenza giuridica formulata da un’associazione, relativamente alle modifiche all’articolo 90 del Tuir

apportate dall’articolo 4, comma 5-sexies, lettera b) del dl n. 16/2012. Secondo l’istante la rendita catastale

dell’immobile storico-artistico locato, da raffrontare con il canone annuo (ridotto del 35%), andrebbe assunta

per intero. Diversa la posizione dell’amministrazione finanziaria. Ai sensi della nuova normativa, per i

cosiddetti «immobili patrimonio» delle società il reddito medio ordinario è costituito dalla rendita catastale,

rivalutata, ridotta del 50%, qualora il cespite sia tenuto a disposizione. Nulla cambia, precisano le Entrate, se

l’immobile è concesso in locazione: trattandosi di un reddito potenziale e figurativo, non rileva l’utilizzo

effettivo del fabbricato. Pertanto, se il canone ridotto del 35% è superiore alla rendita rivalutata e diminuita del

50%, il reddito dell’immobile è determinato «in misura pari a quella del canone di locazione al netto di tale

riduzione». L’interpretazione viene ritenuta applicabile pure riguardo agli immobili posseduti da enti non

commerciali, in linea con le modifiche recate dal dl n. 16/2012. Secondo l’Agenzia, poi, conclusioni analoghe

possono essere raggiunte «anche per quanto concerne gli immobili riconosciuti di interesse storico/artistico

locati non detenuti in regime di impresa da parte di persone fisiche». Per ragioni di natura logico-sistematica,

infine, l’amministrazione estende l’agevolazione della base imponibile dimezzata prevista ai fini Imu e Ires

all’ambito Irpef: anche in questo caso il canone annuo, ridotto del 35%, va confrontato con la rendita

catastale, rivalutata e ridotta al 50%. Al fine di evitare disparità di trattamento, il beneficio tributario sugli

immobili storico-artistici può essere fruito anche dai soggetti non residenti, a prescindere dalla locazione o

meno del bene. Valerio Stroppa© Riproduzione riservata

Fonte: Italia oggi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>