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IMU – Approvazione dei regolamenti comunali – Risposte del Governo alle interpellanze

Iniziative volte a differire il termine del 30 settembre 2012 per l’approvazione dei regolamenti comunali relativi all’imposta municipale unica alla data del 31 ottobre 2012, al fine di armonizzarlo con la scadenza stabilita per l’approvazione dei bilanci preventivi – n. 2-01656)

PRESIDENTE. L’onorevole Vanalli ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01656, concernente iniziative volte a differire il termine del 30 settembre 2012 per l’approvazione dei regolamenti comunali relativi all’imposta municipale unica alla data del 31 ottobre 2012, al fine di armonizzarlo con la scadenza stabilita per l’approvazione dei bilanci preventivi (Vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti).

PIERGUIDO VANALLI. Signor Presidente, scusatemi per un piccolo inciso, a questo punto. Vi sono gli obblighi di registrazione anagrafica in 48 ore dei nuovi residenti. Abbiamo le tecnologie elettroniche e ci domandiamo a cosa serva l’ISTAT con il censimento ogni dieci anni, per andare a verificare dati che abbiamo costantemente aggiornati, o che dovremmo avere costantemente aggiornati, ogni 48 ore. Questa è una parentesi nell’interpellanza urgente del collega precedente che, però, mi dà anche lo spunto per intervenire sulla mia interpellanza urgente che riguarda la grande confusione che vi è, in questo momento, sugli adempimenti relativi soprattutto agli enti locali. Vi è una disarmonia di date che interferiscono nel lavoro degli enti locali che, in questo momento, ha raggiunto dei livelli veramente assurdi e mette in difficoltà il lavoro degli amministratori locali e dei dipendenti di questi enti.
Innanzitutto, abbiamo tre scadenze prossime, il 30 settembre e il 31 ottobre, di tre adempimenti: uno riguarda il regolamento IMU che è stato introdotto con il decreto-legge «salva Italia». Dopo numerose modifiche e numerosi interventi in questo senso abbiamo, da ultimo, che il regolamento per fissare la determinazione delle aliquote IMU e il regolamento per le eventuali detrazioni o, comunque, per regolamentarne la raccolta, è da redigere entro il 30 settembre. Alla stessa data, il 30 settembre, un’altra norma, il Testo unico degli enti locali, ci ricorda che dovremmo, come enti locali, verificare gli equilibri del bilancio di previsione dell’anno in corso e, quindi, verificarne, appunto, la correttezza nei primi mesi e l’eventuale necessità di modifiche negli ultimi mesi che rimangono alla fine dell’anno. Infine, al 31 ottobre è stato, con un’ultima disposizione normativa, portato il termine ultimo per l’approvazione dei bilanci preventivi degli enti locali relativi al 2012.
Queste date non si intersecano e non danno il senso della chiarezza nell’applicazione di queste norme, perché abbiamo questa situazione: i comuni possono approvare Pag. 58il bilancio entro il 31 ottobre e con l’approvazione del bilancio possono, in quel caso, anche approvare tutti gli adeguamenti tariffari del caso. Uno di questi è, appunto, anche l’applicazione delle tariffe delle aliquote dell’IMU. Se, però, è obbligatorio che queste siano approvate, invece, il 30 settembre, insieme al regolamento, abbiamo un mese in cui vi è, appunto, questa discrasia. Visto anche il momento di confusione e la raccolta dei dati non completamente esatta, non sappiamo ancora esattamente quanti soldi verranno trasferiti ai comuni con il Fondo di riequilibrio in base alla raccolta, appunto, dei versamenti dell’IMU che vengono fatti ai comuni. Insomma, non vi è ancora la certezza assoluta di quanto i comuni incasseranno da questi versamenti dell’IMU. Quindi, i comuni non sono ancora in grado di definire compiutamente il proprio bilancio. Pertanto, possono bene attendere il 31 ottobre, ma nello stesso tempo devono fare una «previsione astrologica» e cercare di indovinare prima esattamente quanto potrebbe essere l’ammontare di questo gettito.
Allo stesso tempo, abbiamo anche un’ulteriore necessità, che è quella di intervenire sul bilancio per fronteggiare anche i tagli previsti nella spending review, perché 500 milioni vengono ancora tolti ai comuni e i comuni, che hanno già fatto i bilanci, si trovano nella necessità di rivederli. Quindi, vi è tutto un insieme di adempimenti e un meccanismo tale che mette in una situazione di incertezza gli amministratori locali, unitamente ai loro ragionieri e ai loro revisori dei conti, che non sanno, in un certo senso, che «pesci pigliare» in questo momento.
Proprio ieri, un collega del Südtiroler Volkspartei ha presentato un’interrogazione alla quale il Ministro Giarda ha risposto chiarendo nel merito, per lo meno, due di questi temi, ovvero quello relativo all’approvazione dei bilanci al 31 ottobre, con la possibilità che il regolamento IMU possa essere differito dal 30 settembre al 31 ottobre, insieme all’approvazione del bilancio. La risposta del Ministro Giarda – la leggo perché sono poche righe – prevede che: «una lettura sistematica delle diverse disposizioni succedutesi in argomento consente di ritenere – anche in via interpretativa – che il termine del 30 settembre 2012 sia oggi implicitamente abrogato, con il pieno ripristino del fisiologico meccanismo per cui l’approvazione di deliberazioni in materia di tributi locali precede l’approvazione dei bilanci».
Mi sono permesso di chiedere personalmente al Ministro Giarda se quanto aveva letto corrispondeva a quanto aveva poi capito l’interrogante, perché la sua conclusione è stata che, allora, il termine per il regolamento passa dal 30 settembre al 31 ottobre. Forse l’argomentazione del Ministro è troppo elevata per me. Io non l’avevo letta così, però il Ministro mi confermava che avevo capito male io e aveva capito bene il collega e, quindi, il termine per l’approvazione del regolamento si sposta al 31 ottobre.
Ora, però, se queste cose sono lasciate all’interpretazione o alla sensazione di chi ascolta la televisione o legge i resoconti, non mi sembra che una macchina amministrativa possa appoggiarsi su queste cose. Con l’interpellanza si chiedeva che il Governo si esprimesse con l’atto formale che ritenesse più opportuno, ma che mettesse nelle condizioni tutti gli amministratori locali di avere contezza degli adempimenti anche perché – legati agli adempimenti non rispettati – ci sono eventualmente delle sanzioni, o comunque delle conseguenze e che, quindi, non lasciasse che le cose si debbano inventare momento per momento, con il rischio di non interpretare bene la propria missione di amministratore locale.
Su questo punto si inserisce anche un’ulteriore interrogazione presentata dal mio collega Simonetti, presidente della provincia di Biella alcuni giorni fa, in merito a quanto rilevavo prima, ossia agli equilibri di bilancio. Avendo lui già approvato il bilancio preventivo e coinvolto nella questione tagli, abrogazioni, commissariamenti e riordino delle province, si trova anche questo aspetto non indifferente da dover affrontare. Pag. 59
Innanzitutto, c’è anche da chiarire se il termine del 30 settembre 2012 per gli equilibri di bilancio fosse un termine ordinatorio piuttosto che perentorio e quindi se eventualmente ci siano delle sanzioni già applicabili oggi o meno. Anche in questo caso, servirebbe una risposta di chiarezza da parte del Ministero in modo da mettere tutte le amministrazioni locali, comunali e provinciali nella possibilità di gestire gli ultimi mesi del loro lavoro amministrativo, sapendo – perlomeno l’interpellanza suggeriva questo – che tutti i termini confluiscano al 31 ottobre per avere la possibilità di coordinare il proprio lavoro e di avere contezza di quanto stanno facendo.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l’interno, Saverio Ruperto, ha facoltà di rispondere.

SAVERIO RUPERTO, Sottosegretario di Stato per l’interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l’interpellanza all’ordine del giorno, l’onorevole Vanalli e altri deputati chiedono se il Governo non ritenga opportuno assumere iniziative idonee a differire alla data del 31 ottobre 2012 il termine, già stabilito al 30 settembre, previsto per l’anno 2012 per consentire ai comuni di approvare o modificare le aliquote e le detrazioni dell’IMU, nonché il termine del 30 settembre previsto per l’adozione della delibera di ricognizione dello stato di attuazione dei programmi contenuti nel bilancio e per la verifica della sussistenza degli equilibri di bilancio, di cui all’articolo 193 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il Ministero dell’economia e delle finanze – come ricordato testé dall’onorevole interpellante – ha già manifestato il proprio orientamento proprio in quest’Aula in occasione del question time di ieri.
Secondo l’interpretazione fornita, la data del 30 settembre 2012 era stata introdotta in sede di conversione del decreto-legge n. 16 del 2012, per superare i vincoli derivanti dal termine di approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2012, fissato all’epoca al 30 giugno 2012.
L’esigenza di mantenere un termine ad hoc per l’IMU è venuta meno nel momento in cui, per effetto dell’emanazione da parte del Ministero dell’interno del decreto ministeriale del 2 agosto 2012, il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione è stato ulteriormente prorogato al prossimo 31 ottobre. Secondo tale tesi, pertanto, la lettura sistematica delle diverse disposizioni consente di ritenere, anche in via interpretativa, che il termine del 30 settembre 2012 sia oggi implicitamente abrogato, in quanto si è ripristinato il normale meccanismo di correlazione temporale tra l’approvazione della deliberazione in materia di tributi locali e l’approvazione dei bilanci di previsione. In sostanza, questa correlazione sistematica, che è stabilita sempre da una norma di legge, non riceve più la deroga da lex posterior in quanto è venuto meno il presupposto di fatto, vale a dire che il termine fosse quello del 30 giugno. Nel momento in cui si pospone questo termine, il presupposto di fatto per l’efficacia e l’applicazione di quella norma viene meno e quindi in sostanza il termine va a prorogarsi automaticamente.
Per quanto riguarda invece lo spostamento della data per l’adozione della delibera ricognitiva dello stato di attuazione dei programmi e degli equilibri di bilancio, è da ritenere che non sussistano profili di particolare problematicità. Infatti, i comuni che abbiano già adottato il bilancio di previsione provvederanno ad accertare l’eventuale necessità di un’operazione di riequilibrio, potendo contare sulla conoscenza dei dati stimati dell’IMU più aggiornati e già diffusi di recente dal Ministero dell’economia e delle finanze.
I comuni invece che, alla data del 30 settembre 2012, non abbiano approvato il bilancio di previsione, avvalendosi con ciò della facoltà di deliberare il bilancio entro il 31 ottobre, non saranno tenuti né potranno compiere la ricognizione degli equilibri entro il 30 settembre per mancanza del documento contabile da sottoporre alla suddetta verifica. L’ente infatti Pag. 60gestisce l’esercizio provvisorio per dodicesimi degli importi annuali, con riferimento alle risultanze dell’ultimo bilancio definitivamente approvato.
Pertanto, in mancanza dell’atto presupposto – ossia del bilancio di previsione, per il quale al 30 settembre sono ancora aperti i termini per l’adozione – i comuni non avranno l’onere di approvare la specifica deliberazione prevista dal citato articolo 193 del testo unico.

PRESIDENTE. L’onorevole Vanalli ha facoltà di replicare.

PIERGUIDO VANALLI. Signor Presidente, signor sottosegretario, in termini dialettici sono soddisfatto, nel senso che ho capito cosa lei mi ha detto e nella logica lo condivido, sottolineo però un aspetto: questa richiesta, della quale mi sono fatto portavoce, l’ha fatta anche l’ANCI pochi giorni fa, quindi se non era così chiaro per me e nemmeno per l’ANCI probabilmente non è esattamente così lineare. Lo svolgimento dell’attività non attiene ai nostri enti per cui, con tutto il rispetto per la risposta che lei ha dato a questa interpellanza urgente, volevo e pensavo di suggerirle casomai la possibilità e la necessità di rendere partecipi tutti gli enti ai quali necessita avere questi dati con una circolare, un’informativa o altro che possa mettere la parola fine a questa querelle; altrimenti è solo un susseguirsi di telefonate agli amici, ai vicini di comune o di provincia per sapere loro cosa fanno, cosa ha detto qualcuno, se è vero che dai giornali si legge che in Parlamento è stato detto che (…). Quindi era un invito per chiarire in maniera definitiva e per dare lo spunto per tenere in considerazione anche un altro aspetto a cui accennavo poco fa, la questione della possibilità – che magari non verrà presa, ma prevista per legge – che il Governo possa modificare lui stesso le aliquote IMU entro la metà di dicembre, quindi in questo caso mettendo nuovamente in difficoltà gli enti locali nella gestione di questa particolare norma.
La questione IMU è nata – dal nostro punto di vista chiaramente – quasi come una furbata, nel senso che, approfittando di una norma esistente che sarebbe entrata in vigore nel 2014, è stata anticipata, mantenendo lo stesso nome ma cambiando radicalmente la sostanza dell’imposizione medesima e quindi creando non poca confusione.
Magari riuscire a dissipare l’ulteriore confusione che si sta generando in questi mesi potrebbe perlomeno essere una nota di merito del Governo in questo caso, nel senso che va a beneficio di tutti. Sono purtroppo impegnati a raccogliere fondi dagli enti locali e dai territori per riversarli nuovamente nelle casse del Governo di Roma.

 

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