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Imu, conto alla rovescia prima rata, il 18 alla cassa

Il conto alla rovescia per il pagamento dell’Imu è iniziato. Entro il 18 giugno, senza alcuna proroga in vista, bisognerà versare la prima rata dell’imposta che ha preso il testimone dell’Ici. Per i contribuenti non sarà un’appuntamento “leggero”. Le novità, rispetto alla vecchia imposta comunale sugli immobili, saranno molte. I cambiamenti sostanziali saranno quelli più pesanti da digerire: le rendite base dovranno essere rivalutate del 60%, si torna a pagare sulla prima casa e le aliquote sulla seconda saranno decisamente più onerose. Ma non agevoleranno certamente la vita dei contribuenti i cambiamenti formali: in particolare non si potrà più pagare con il vecchio bollettino postale, ma sarà necessario compilare il più complicato modulo F24: un aiuto, in questo caso, arriva dal sito dei comuni (www.amministrazionicomunali.it) sul quale é possibile compilare automaticamente e stampare il modulo.

CHI DEVE PAGARE – Il versamento è dovuto dai proprietari dell’immobile, ma anche dai possessori di diritti reali (ad esempio titolari per uso o usufrutto). Non pagano invece gli affittuari.

LE ALIQUOTE BASE – Le aliquote ordinarie, valide su tutto il territorio dello Stato, sono state fissate dalla manovra Monti e sono dello 0,4 per cento (o 4 per mille) sulla prima casa e dello 0,76% (o 7,6 per mille) sulle altre. I comuni possono aumentare o diminuire l’aliquota dello 0,3% ma non bisognerà tenerne conto per la prima rata. La vera stangata, viste le molte modifiche decise dai comuni, arriverà con il saldo di dicembre.

LE DETRAZIONI – Per l’abitazione principale è prevista dalla legge una detrazione fissa di 200 euro, a cui si devono aggiungere 50 euro per ogni figlio a carico di età non superiore a 26 anni. Anche questo valore base può essere modificato dalle amministrazioni comunali.

L’AUMENTO DEI COEFFICIENTI – La manovra Monti ha anche deciso un aumento dei coefficienti catastali, che servono per adeguare la “rendita catastale” degli immobili che poi, come nel passato, va ulteriormente aumentata del 5% per arrivare al valore catastale su cui si applicano le aliquote. Per le abitazioni e le pertinenze (box, cantina, soffitte) il coefficiente è passato dal 100 al 160%.

PRIMA CASA, COME SI PAGA – Per la prima casa il contribuente potrà scegliere se pagare in due o tre rate. Nel primo caso le scadenze reali, considerando i giorni festivi, sono quelle del 18 giugno e il 17 dicembre, nel secondo caso si aggiunge anche la data del 17 settembre. Per chi sceglie le tre rate ai primi due appuntamenti pagherà un terzo dell’imposta dovuta in base alle aliquota dello 0,4% (o 4 per mille) fissata dallo Stato. Ma attenzione, alla fine a settembre i proprietari avranno pagato il 66% del dovuto (mentre le seconde case avranno pagato solo il 50%, anche se tutto a giugno). Al saldo bisognerà invece calcolare l’imposta con le aliquote decise dai comuni e versare la differenza non pagata nelle prime due rate.

SECONDE CASE – Come per la vecchia Ici rimangono due scadenze: l’acconto del 18 giugno e il saldo del 17 dicembre. Alla prima scadenza andrà versata metà imposta calcolata in base alle aliquote calcolate con le aliquote base decise dal decreto Monti (lo 0,76%). Al saldo il calcolo fa fatto con le aliquote decise dai comuni e versare la quota rimanente rispetto a quanto pagato a giugno.

IL CALCOLO – A complicare i calcoli l’adeguamento dei coefficienti deciso dal decreto Salva-Italia. La rendita catastale che emerge dalla visura del catasto va rivalutata del 5% (in pratica va moltiplicata del 105%). Poi, per le abitazioni, l’importo va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente del 160%. E’ su questo valore che va applicata l’aliquota e, nel caso della prima casa, la detrazione.

SI PAGA CON IL MODULO F24 – E’ la nuova e ulteriore complicazione. Nel modello vanno indicati il codice fiscale e i dati anagrafici del possessore. Va quindi compilata la “Sezione Imu e altri tributi locali”. Per la prima casa bisognerà indicare il codice tributo 3912. Bisognerà però indicare nella casella rateazione se è la prima di due rate (codice 0101), o la prima di tre rate (0102). L’importo delle seconde case, invece, va diviso a metà tra comune e Stato: per i primi il codice è 3918, per la quota statale è 3919

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