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Imu e imprese, spiraglio per il riordino

Una “Imu 2″ solo per le imprese, una patrimoniale ad hoc sul modello inglese con gettito erariale. È una delle ipotesi che il Governo potrebbe valutare per correggere il tiro sull’Imu. Almeno secondo quando ha precisato il direttore del Dipartimento delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, rispondendo nel corso di un’audizione alla Camera sulla delega fiscale: «L’idea di escludere dalla base imponibile dell’Imu gli opifici, gli immobili delle imprese, per assoggettarli a un’imposta patrimoniale erariale è un’idea mutuata dal sistema inglese che è solida dal punto di vista economico; credo sia allo studio della commissione per l’Attuazione del federalismo fiscale e in fondo il Dipartimento dispone delle informazioni di dettaglio sul gettito dell’Imu che possono consentire al Governo di valutare l’opportunità di qualsiasi eventuale intervento correttivo». In ogni caso la decisione spetterà al Governo. «Abolire l’Imu non è oggi a portata di mano, non è realizzabile ed è inutile dirlo. La Comunità internazionale ci punirebbe immediatamente e si dovrebbe fare subito marcia indietro» ha affermato il ministro del Lavoro Elsa Fornero ieri sera a Ballarò. «Si può alleggerire l’Imu affiancandola con un’imposta personale sui grandi patrimoni mobiliari» ha proposto Pier Luigi Bersani, segretario Pd. L’Imu è sotto osservazione anche per la sua natura “ibrida”, frutto soprattutto dell’esigenza del Governo di far cassa in tempi rapidi alla fine del 2011 per centrare il pareggio di bilancio nel 2013. Come ha sottolineato Lapecorella «c’è la distorsione evidente di un’imposta locale che viene poi assegnata all’erario. D’altra parte – ha aggiunto il direttore del Dipartimento – si è sempre detto che l’intervento sull’Imu era d’emergenza». E per questo la possibilità di una correzione che restituisca tutto il gettito Imu ai Comuni in cambio dell’azzeramento del fondo di riequilibrio, è più di un’idea allo studio. Con l’introduzione dell’Imu, comunque, la tassazione sulla casa in Italia, ha precisato Lapecorella «è in linea con la media Ocse». E per raggiungere l’equità, l’Imu dovrà essere accompagnata dalla revisione del Catasto dei fabbricati. Punto qualificante della delega fiscale e che rappresenta una delle tre priorità evidenziate anche dal Fondo monetario internazionale che a luglio si è espresso sui contenuti della riforma. Come ha sottolineato Lapecorella, il Fondo ha dato «una valutazione estremamente positiva della delega fiscale e l’ha definita un passo importante in diverse direzioni». Oltre alla revisione del Catasto le priorità del Fmi sono l’introduzione del’imposta sul reddito dell’imprenditore (Iri), la certezza del diritto e il miglioramento della relazione fisco-contribuenti.
A chiedere espressamente una riduzione del carico fiscale sulle imprese e in particolare dell’Imu sugli immobili strumentali è stato il presidente di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini, nel corso del giro di audizioni sulla delega fiscale. Guerrini ha sottolineato che «i principi contenuti nel disegno di legge sulla delega fiscale vanno nella giusta direzione». Ma ha lanciato un’allerta: «Non vorremmo, però, che conducessero solo a una sorta di manutenzione straordinaria del nostro complesso sistema fiscale, senza misure reali per favorire lo sviluppo». Per questo, secondo Rete Imprese Italia, «occorre definire in modo inequivocabile le caratteristiche delle imprese individuali escluse dal pagamento dell’Irap per l’assenza dell’autonoma organizzazione, cominciando a ridurre gradualmente questo tributo a partire dalle imprese di più piccole, innalzando la franchigia di imposizione (no tax area Irap)». Ieri, infine, la commissione Finanze ha audito anche il direttore delle Dogane, Giuseppe Peleggi, che nella sua relazione ha evidenziato il ruolo di primo piano che le Dogane si sono ritagliate nella lotta all’evasione. Lo confermano i 3,7 miliardi di euro recuperati come maggiori dazi e Iva nel periodo 2005-2011 nei soli settori dell’abbigliamento, calzature, borse «e solo dalla Cina».

Imu e property Sdlt a confronto

1,06%
Il massimo
L’aliquota più elevata che i Comuni possono decidere

0,76%
La base
È la percentuale indicata dalla legge istitutiva dell’Imu

0,4%
Il minimo
I Comuni potevano deciderla per gli immobili d’impresa

0,95%
La media nazionale
In Italia i municipi si sono orientati spesso su aliquote elevate

Fonte: Il Sole 24 Ore

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