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Imu, il Campidoglio batte cassa

Grafici, tabelle, simulazioni. E, oggi, l’appuntamento clou per i conti del Comune: la riunione a quattro, tra il sindaco Alemanno, l’assessore al Bilancio Carmine Lamanda, il direttore esecutivo Raffaele Borriello e il ragioniere generale Maurizio Salvi. Un vertice ristretto, per scrivere la manovra economica del Campidoglio: al termine della seduta di lavoro, ne uscirà la proposta che dovrebbe poi andare in giunta. Poi ci sarà il confronto con le parti sociali e al voto dell’Assemblea capitolina. Per partecipare al tavolo tecnico di oggi, il sindaco posticiperà la trasferta a Cannes: gli appuntamenti per la mattina sono stati annullati.
Servono 520 milioni, in tutto: 400 di tagli statali, altri 120 in meno per il trasporto pubblico. E, per recuperare risorse, il punto forte è la nuova Imu, la tassa sugli immobili introdotta dal governo Monti che «ripristina» la vecchia Ici. Sulle prime case, Palazzo Chigi ha lasciato la libertà ai comuni di aumentare l’aliquota base del 4 mille fino al 6, mentre sulle seconde case si parte dal 7,6 che può essere ritoccata di tre punti. L’idea dei tecnici del Campidoglio, da verificare dati alla mano, è quella di attestarsi al 5 per mille per le prime abitazioni. Ma non si esclude neppure la possibilità che si arrivi al 6. Sulle seconde case, invece, si pensa di arrivare al massimale: il numero di quelle abitazioni è molto inferiore e parte del ricavato dalla tassa finisce nelle casse dello Stato. L’aumento di un punto dell’aliquota base dell’Imu vale 150 milioni di euro: aggiungendo il ricavato sulle seconde abitazioni si arriva ai 200 milioni circa. Portare la tassazione al 6 per mille avrebbe un beneficio economico (altri 150 milioni), ma un contraccolpo politico. Per questo, dal Campidoglio, dicono: «Quest’ipotesi non c’è mai stata». In realtà, dipenderà da molti fattori. Altre risorse verranno dall’aumento del biglietto Atac a 1,50 euro e, forse, dalle privatizzazioni delle municipalizzate. Ma è previsto anche un altro ritocco sulle tariffe.
L’aumento dell’Imu, comunque, è scontato. Lo spiega anche Federico Guidi (Pdl), presidente della commissione Bilancio: «Questa, come l’avvio delle privatizzazioni, è un’ipotesi possibile. Abbiamo centinaia di milioni in meno e la necessità di assicurare i servizi ai romani. La scelta è o trovare altre risorse, oppure tagliare i servizi importanti». Nell’incontro Anci-governo (presenti vari ministri tra cui la titolare dell’Interno Anna Maria Cancellieri), Alemanno ha chiesto ancora a Monti di «rivedere il patto di stabilità, altrimenti abbiamo difficoltà a chiudere i bilanci». Richiesta accolta in parte, con l’istituzione di un tavolo. Ma, senza numeri certi, l’approvazione della manovra del Campidoglio potrebbe slittare alla settimana prossima.

Fonte: Corriere della Sera

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