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«Imu, la rata di dicembre non si pagherà»

Fonte: Corriere della Sera

La seconda rata dell’Imu sulla prima casa non si pagherà. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato intervenendo a Porta a Porta. «La questione è chiusa, siamo a valle di una decisione assunta e le varie forze che compongono il governo devono rispettare l’impegno preso davanti al Parlamento».

Bisogna però vedere nei particolari come si chiuderà la partita, cioè se l’abolizione vale per tutti o se verrà escluso chi ha più abitazioni o rendite catastali elevate. In serata infatti il relatore per il Pd al decreto sull’Imu alla Camera Marco Causi si è augurato «una discussione seria, ponderata, non miope sulla seconda rata dell’Imu».

Ieri nuove riunioni a Palazzo Chigi per incardinare la legge di Stabilità che vedrà la luce martedì prossimo.

Il premier Enrico Letta ha ricevuto il sindacato Ugl e Rete Imprese Italia (artigiani e commercianti) il cui presidente Ivan Malavasi ha proposto una manovra da 23 miliardi di euro, di cui 9 dedicati al cuneo sul lavoro. Anche qui, come già l’altro giorno con il leader di Confindustria Giorgio Squinzi, Letta ha evitato di fare qualsiasi cifra. Ma ha ribadito che il sentiero è stretto e che la soglia del deficit pari al 3% del Pil è invalicabile.

Tradotto: il cuneo non varrà più di 4-5 miliardi il primo anno, cioè nel 2014. Lo ha ammesso anche Squinzi ricordando che «Letta non ha lasciato molte speranze», mentre secondo il presidente della Confindustria, più che una manovrina «serve una manovrona».

Letta ha chiesto di fare proposte, che non sono mancate. Per esempio Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, come segnale forte ha chiesto al governo di abolire l’Irap per ogni giovane nuovo assunto. «Il Fisco non ci perderebbe – ha spiegato – perché con l’assunzione si genera nuovo reddito imponibile e nuovi contributi». Così l’intergruppo per la finanza sostenibile (39 parlamentari di tutti i partiti) ha avanzato la proposta di aumentare la Tobin tax fino allo 0,05% estendendola ad altri prodotti finanziari.

Partito per Washington il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni, i tecnici di via XX Settembre sono al lavoro per definire la legge di Stabilità, grosso modo dovrebbe avere un impatto per il 2014 di 12-15 miliardi.

Di questi 5-6 destinati alla compensazione della nascente service tax (Comuni con allentamento vincoli interni), 2 miliardi per primo esperimento di reddito minimo di inserimento e cassa integrazione, 6 per gli esodati e contratti di servizio (Anas e Fs), 4-5 per il cuneo.

Le risorse dovrebbero arrivare in gran parte dal lavoro sulla spending review sotto la guida dell’ex chief economist fiscale del Fondo monetario Carlo Cottarelli e dall’alleggerimento delle agevolazioni fiscali e degli incentivi per le imprese. Sicuramente un contributo (si dice un miliardo) arriverà anche dalla sanità rispolverando il regolamento sui nuovi standard ospedalieri messo a punto dall’ex ministro Balduzzi e bloccato dalle Regioni.

Il suo successore Beatrice Lorenzin ha assicurato che «si batterà come una leonessa» per evitare aumenti o tagli e che in ogni caso, se ci saranno risparmi «saranno reinvestiti nel settore».

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