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Imu: prima rata a giugno, dichiarazioni a settembre

Il cantiere dell’Imu non chiude mai. In attesa dell’emendamento del relatore con la rateizzazione in 2-3 tranche dell’acconto di giugno dell’imposta sulla prima casa, tra le 580 proposte di modifica al Dl fiscale già depositate in commissione Finanze della Camera e sopravvissute al vaglio di inammissibilità (che ne ha tagliate 93), spiccano il differimento al 30 settembre del termine per presentare la dichiarazione.

Lo stesso emendamento, a firma Elvira Savino (Pdl), stabilisce che l’indice di rivalutazione a 110 anziché a 135 introdotto al Senato per i terreni agricoli valga solo per quelli «posseduti e condotti» dai coltivatori diretti e dagli imprenditori professionali. Completano il corposo pacchetto di modifiche al tributo immobiliare l’applicazione agli anziani che risiedono nelle case di cura dell’aliquota di base sulla prima casa (4 per mille) e non di quella sulla seconda abitazione (7,6 per mille). Mano tesa anche sulle case date in uso ai familiari, alle famiglie monoreddito che hanno solo un immobile, a quelle con persone non autosufficienti. Tutti interventi su cui pende la spada di Damocle delle coperture da individuare. Mentre l’Idv, con l’emendamento di Francesco Barbato, vuole eliminare il regime agevolato per le fondazioni bancarie che al momento sono considerate onlus.

Probabilmente sarà sciolto solo oggi, con un testo firmato dal relatore Gianfranco Conte (Pdl) e già sottoposto al vaglio del Mef, il nodo sulla rateizzazione per l’acconto di giugno sulla prima casa, sebbene il segretario pidiellino Angelino Alfano abbia parlato di un emendamento già presentato. Riferendosi molto probabilmente alla richiesta di Osvaldo Napoli di demandare ai Comuni la possibilità di «stabilire differimenti di termini per situazioni particolari». Nello stesso emendamento del relatore, come confermato dal presidente dell’Anci Graziano Delrio, dovrebbe trovare posto un’ulteriore apertura sull’Imu per gli Iacp e un impegno maggiore sul pagamento dei crediti della Pa sotto forma di convenzione tra Governo, banche, imprese e Cassa depositi e prestiti.

Il Dl fiscale potebbe arricchire il ventaglio delle imposte locali con una nuova tassa di sbarco sulle isole minori, contenuta in un altro emendamento della Savino e ben visto dall’Economia. Salvo eventuali riformulazione da parte del Mef, il principio è quello di applicare una maggiorazione (0,50 centesimi, nel testo attuale) per passeggero sui biglietti di traghetti e aliscafi. Saranno poi le compagnie di navigazione a riversare il quantum agli enti locali.

di Eugenio Bruno e Marco Mobili all’interno articolo di Tonino Morina

Fonte: Il Sole 24 Ore

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