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Imu sospesa e fisco soft sul lavoro

Fisco, a partire dal congelamento dell’Imu sulla prima abitazione, lavoro e imprese. Sono le tre coordinate, che corrispondono ad altrettanti obiettivi di riforma e di rilancio per ritrovare la crescita perduta, su cui snoda il programma economico illustrato ieri dal neo-premier, Enrico Letta, alla Camera nel chiedere la fiducia per il suo Governo. Con tanto di misure di adottare attraverso una strategia in più tappe. A cominciare da quelle obbligate, come il rifinanziamento della Cig in deroga e della proroga per i precari della Pa. Ma soprattutto dalla sospensione del pagamento della rata di giugno dell’Imu sulla prima casa in attesa di una riforma complessiva «che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti» e dalla «riduzione delle tasse sul lavoro, in particolare quello stabile e sui giovani neo assunti». E facendo leva anche sulla riduzione delle restrizioni ai contratti termine, sul rafforzamento dell’apprendistato e sulla riforma degli ammortizzatori.
Il tutto senza dimenticare altre due questioni: il previsto aumento dell’Iva a luglio, su cui bisogna lavorare per giungere «a una rinuncia dell’inasprimento», e l’allentamento del patto di stabilità interno per i Comuni.
Lavoro e crescita, dunque, sono le priorità nell’agenda del Governo. Come conferma l’annuncio del premier del varo di un piano pluriennale per l’innovazione e la ricerca finanziato con project bond: «Credo fermamente nel futuro industriale dell’Italia», dice Letta. Non manca qualche intervento in continuità con il Governo Monti: in rampa di lancio ci sono una nuova fase di semplificazioni burocratiche per sfoltire la giungla delle autorizzazioni (con il ricorso alla cosiddetta “opzione zero”) e nuove iniziative per garantire il pagamento di una parte dei debiti della Pa. Una misura, quest’ultima, collocata nel ristretto elenco degli interventi considerati “obbligati” insieme all’aumento della dote del Fondo centrale di garanzia per le Pmi e del Fondo di solidarietà per i mutui.
Nel pacchetto degli interventi obbligati vanno annoverati anche quelli di più chiaro impatto sociale: dall’immediato rifinanziamento della Cig in deroga al superamento del precariato nella Pa fino a una «soluzione strutturale» per il problema esodati con «forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo al pensionamento con una penalizzazione proporzionale».
Dalle modifiche, seppure mirate, alla riforma previdenziale targata Fornero, il cui impianto viene di fatto confermato, alla riforma del Welfare, per il quale serve «un cambiamento radicale» per arrivare a un “tratto” «più universalistico e meno corporativo», il passo è breve. Letta fa riferimento alla possibilità di studiare un «reddito minimo, soprattutto per le famiglie bisognose con figli». Misura gradita al Pd, e abbastanza vicina al reddito di cittadinanza proposto dal M5S.
Quella che intende intraprendere un governo «non disposto a vivacchiare» è un’azione a vasto raggio. Ma è anche un’azione dispendiosa. Letta non indica le fonti dalle quali dovranno arrivare le risorse per coprire gli interventi fiscali annunciati e quelli in chiave lavoro e crescita, anche se fa un chiaro riferimento alla lotta all’evasione: «basta sacrifici per i soliti noti, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente». Secondo le prime stime per le sole misure più urgenti serviranno almeno 10 miliardi (esodati e reddito minimo esclusi).
Sul fronte dei conti pubblici Letta afferma che il Governo intende rispettare gli impegni presi nell’ultimo Def, ma confida in un atteggiamento più comprensivo di Bruxelles in termini di flessibilità. Il premier dice che «la situazione economica è ancora molto grave», ma aggiunge: «Di solo risanamento l’Italia muore», per questo motivo è necessario individuare, anche in sede europea, «strategie per ravvivare la crescita senza compromettere il processo di risanamento della finanza pubblica». E per Letta «un obiettivo» da centrare è «la riduzione fiscale senza indebitamento». A partire dall’alleggerimento delle tasse sul lavoro e da una politica fiscale della casa «che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell’edilizia inclusi gli incentivi per le ristrutturazioni ecologiche e gli affitti e i mutui agevolati per le giovani coppie».
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Le tre coordinate

FISCO
Non solo l’abolizione dell’Imu per ridare slancio alla crescita
L’intervento più eclatante presentato da Enrico Letta oggi nel suo discorso di insediamento è senz’altro la sospensione della rata di giugno dell’Imu. Ma il nuovo presidente del Consiglio pensa anche a progetti a più ampio spettro come la riduzione del carico fiscale per l’assunzione di lavoratori, incentivi alle ristrutturazioni edilizie, agevolazioni per giovani coppie, la rinuncia all’inasprimento dell’Iva

LAVORO
Il lavoro diventa la priorità assoluta
Subito rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e il superamento del precariato anche nella pubblica amministrazione. Ma è prioritaria anche la soluzione strutturale del problema-esodati. Inoltre, misure di welfare come ammortizzatori sociali estesi a chi ne è privo, a partire dai precari; e Letta intende anche studiare forme di reddito minimo, soprattutto per famiglie bisognose con figli

IMPRESE
Interventi ad ampio spettro per sostenere l’economia
Il Governo, nelle parole di Letta, intende mettere in campo diversi interventi: vuole ampliare gli incentivi fiscali a chi investe in innovazione, sostenere l’aggregazione e l’internazionalizzazione delle Pmi, dare più credito a chi lo merita, garantire il pagamento dei debiti alle imprese, semplificare e rimuovere gli ostacoli burocratici.
In arrivo un piano nazionale per l’innovazione e la ricerca

Fonte: Il Sole 24 Ore

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