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In arrivo nuovi controlli sulle agevolazioni prima casa

I Comuni chiedono molto, ma danno poco. Nell’audizione di ieri alla Commissione bicamerale sull’Anagrafe tributaria il direttore dell’agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, ha parlato di contrasto all’evasione ed elusione fiscale in campo immobiliare. Ma sul l’interscambio con i municipi il direttore ha avuto parole poco confortanti.
Buoni i risultati del lavoro con le Entrate; sulle cessioni infraquinquennali di immobili effettuate nel 2007 sono state segnalate 24.400 rilevazioni di plusvalenze non dichiarate. Il Territorio, comunque, sta già comunicando le risultanze delle attività sulle case fantasma: il gettito stimato complessivo, erariale e locale, nel 2011 è pari a circa 472 milioni, di cui 356 per l’Imu (si veda Il Sole 24 Ore del 5 maggio scorso). Alle Entrate e ai Comuni spetta ora chiedere gli arretrati dal 2007.
In più, il Territorio sta preparando nuove procedure di controllo sulla spettanza delle agevolazioni sulla prima casa, fornendo elenchi di massa delle compravendite effettuate da confrontare con le risultanze del Registro, in mano alle Entrate. In questo modo si potrà avere un invio sistematico di dati per favorire controlli incrociati da parte dell’agenzia delle Entrate su coloro che hanno beneficiato delle agevolazioni sulle compravendite.
Il punto debole è invece l’interscambio informativo con i municipi. Per Gabriella Alemanno «è anche dall’efficacia dello stesso, infatti, che dipende, in gran parte, il successo nel contrasto all’evasione ed elusione fiscale in campo immobiliare». Dagli atti di aggiornamento catastale, di cui i Comuni dovrebbero confrontare la coerenza con le loro pratiche edilizie, a fronte di oltre 7,9 milioni di unità immobiliari urbane rese disponibili dal l’Agenzia nel triennio 2009-2011, sono state prelevate informazioni, da parte di 6.104 Comuni, su circa 5,5 milioni di unità. Ma nello stesso periodo solo 204 Comuni hanno interagito con l’Agenzia, fornendo segnalazioni per 39.421 unità immobiliari. Di queste, 7mila hanno riguardato segnalazioni di incoerenza che, solo in 3.030 casi, hanno comportato la revisione del classamento: lo 0,38 per mille. Tra l’altro, senza le variazioni catastali i Comuni non possono neppure chiedere l’Ici e l’Imu in più. Per Gabriella Alemanno il dato di risposta, «sebbene leggermente migliorativo della precedente e analoga rilevazione – il valore, riferito ad ottobre 2010, era risultato pari allo 0,29 per mille – fa rilevare uno scarso livello di risposta dei Comuni a fronte delle massicce forniture di dati erogate dall’Agenzia e dei connessi investimenti informatici effettuati».
Tanto più che la stessa Agenzia, muovendosi autonomamente, ha ottenuto ben altri risultati: nel triennio 2009-2011 ha effettuato verifiche su oltre 2,8 milioni di unità immobiliari urbane, raccogliendo incrementi di rendita catastale per circa 348 milioni.
Meglio sono andate le richieste (in base alla legge 311/2004) di riclassamento di singole unità immobiliari effettuata direttamente dai Comuni: dal 2006 a oggi hanno prodotto 39.087 variazioni, con un incremento di rendita catastale pari a 141 milioni, mentre le variazioni di intere microzone sono state solo 18, con 52,4 milioni di rendita in più. Positivi anche i risultati relativi all’aggiornamento automatico del catasto terreni sulla base dei dati contenuti nelle dichiarazioni relative all’uso del suolo che i coltivatori rendono agli “organismi pagatori”, ai fini dell’acquisizione dei contributi agricoli; l’attività, in collaborazione con l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) ha portato all’esame di 8,9 milioni di particelle (appezzamenti) e un incremento del reddito dominicale peri a 63,2 milioni (di cui 1,7 milioni relativi al 2011).

Fonte: Il Sole 24 Ore

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