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La stima delle capacità fiscali 2017 per i diversi Comuni

Approfondimento di Paola Morigi

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Il Ministero dell’economia e delle finanze ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 novembre 2016 il testo del decreto 2 novembre 2016 avente per oggetto  Adozione della stima delle capacità fiscali 2017 per singolo comune delle regioni a statuto ordinario, rideterminata tenendo conto dei mutamenti normativi intervenuti, del tax gap nonché della variabilità dei dati assunti a riferimento.
Il decreto ministeriale trae la sua origine dalla legge delega sul federalismo fiscale – la n. 42 del 5 maggio 2009 – tesa a disciplinare l’istituzione e il funzionamento dei fondi perequativi per i territori dotatati di “minore capacità fiscale per abitante”.
In effetti in passato il criterio che a livello ministeriale si era individuato per erogare i trasferimenti agli enti locali era stato quello della spesa storica, che finiva col premiare soprattutto i territori più ricchi, che in alcuni casi si erano anche fortemente indebitati per assicurare una serie di servizi alla cittadinanza. Tale criterio col passare del tempo è stato gradualmente corretto e oggi pesa sicuramente meno dal momento che la ripristinata autonomia impositiva degli enti – attraverso imposte quali l’IMU, la TASI o altre tassazioni sui servizi – ha ridimensionato il problema.
Per cercare di venire incontro alle esigenze di quei Comuni che sono meno dotati di risorse perché i cittadini hanno minori “capacità fiscali” il legislatore ha pensato che nella ripartizione dei fondi perequativi da destinare agli enti locali si debba procedere attraverso una standardizzazione delle entrate e alla base di calcolo vengano considerati i tributi propri valutati con una specifica aliquota standard.

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