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La Tares, l’altra Imu, si pagherà ad aprile dopo le elezioni. Mario Monti rimanda la nuova stangata sulla casa

Un tempo le chiamavano manovre elettorali. Il governo arrivato all’ultima finanziaria della legislatura, distribuiva un po’ di mance al suo elettorato. Insomma, l’ultima diligenza era pure quella più assaltata di tutte. Risorse distribuite per aumentare il consenso in vista delle elezioni. Ma al governo c’erano i politici. E ora che ci sono i tecnici? La manovra non sarà proprio di quelle elettorali, ma certo a vedere quello che sta succedendo in queste caotiche ultime ore della finanziaria in Commissione bilancio al Senato, l’idea è che nemmeno si voglia dare un dispiacere agli elettori proprio alla vigilia delle urne.

Cosa è successo? Solo un paio di giorni fa (L’Huffingtonpost ne ha dato per primo conto), il governo ha presentato un emendamento per rendere operativa la Tares, la nuova tassa su rifiuti e altri servizi comunali (illuminazione pubblica, vigili, giardinaggio, ecc.). Un balzello che assomiglia, nel calcolo, molto all’Imu. Si paga in base ai metri quadri e con una maggiorazione tra i 30 e i 40 centesimi (sempre per metro) proprio per coprire i maggiori costi di questi servizi. Secondo la relazione tecnica del Salva-Italia dell’anno scorso che ha introdotto il tributo, i contribuenti pagheranno complessivamente almeno un miliardo di euro in più di quanto hanno pagato fino ad oggi. La Confcommercio ha lanciato un allarme, dicendo che le imprese pagheranno mediamente il 290 per cento in più.

Il governo, nel suo emendamento, aveva stabilito che per il 2013 la tassa fosse pagata in quattro rate, la prima a gennaio. Praticamente nel pieno della campagna elettorale. Un harakiri nel caso in cui Monti volesse scendere in campo o sostenere una lista. Una palla troppo facile da schiacciare per gli avversari, visto che secondo tutti i sondaggi due parole accostate tra loro possono far male al professore: casa e tasse. A Palazzo Chigi devono essersene accorti. Nel primo pomeriggio di oggi il governo ha depositato un sub-emendamento che modifica il suo stesso emendamento sulla Tares. Per stabilire cosa? Che nel 2013 la prima rata della nuova tassa non si pagherà a gennaio, ma ad aprile. Dopo le elezioni.

Fonte: Huffingtonpost

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