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Lavori utili per uno sconto sulle tasse locali, il “baratto amministrativo” rilancia la cittadinanza attiva

Fonte: Il Sole 24 Ore

Lavori utili alla comunità invece di pagare un tributo locale. La nuova frontiera del rapporto cittadini e Comune si chiama “baratto amministrativo”, istituto che permette di promuovere una sorta di scambio virtuoso: lo sconto sul pagamento (o l’esenzione) di una tassa locale o un altro debito con le casse municipali, come ad esempio una vecchia multa, in cambio di un impegno concreto per “migliorare” il territorio, come la pulizia del parco comunale o la piccola manutenzione della scuola elementare. Introdotto dal decreto “Sblocca Italia” del 2014, il “baratto fiscale” è già una realtà in città e piccoli centri, e ha da poco debuttato anche in una grande metropoli come Milano.

“Norma cornice” che lascia spazio alla fantasia degli amministratori
Pensato per venire incontro ai cittadini in difficoltà nel pagamento di una tassa locale, l’articolo 24 del decreto legge 133/2014 (poi legge 164/2014) è una “norma cornice” che lascia ampio spazio alle amministrazioni locali per individuare le form di partecipazione della cittadinanza attiva, soprattutto se riunita in associazioni, al miglioramento e la cura del proprio paese e città. Un aspetto, questo, che Antonella Manzione, capo dell’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio e promotrice della norma, sottolinea con forza nella sua intervista a “Focus24”: in molti piccoli centri, dove il baratto amministrativo è diventato un modo innovativo per ricoprire la partecipazione dei cittadini al bene comune, «le modalità applicative hanno superato persino l’idea del legislatore».

Come “quantificare” la prestazione sostitutiva del cittadino
Ai regolamenti comunali «spetta il compito di definire i contenuti delle prestazioni», spiega invece a “Focus24” Guido Castelli, presidente Ifel e sindaco di Ascoli Piceno, chiarendo le modalità con cui “quantificare” i lavori per il territorio oggetto del “baratto”. Il principio da tener presente, aggiunge, «è che l’intervento del cittadino è sostitutivo di quello del Comune», e quindi «le prestazioni non possono essere di valore superiore alla prestazione che il Comune non fa grazie all’intervento del cittadino». Franco Mungai, sindaco di Massarosa (Lucca) racconta invece l’esperienza “sul campo” dell’amministrazione locale che per prima in Italia ha in pratica lo scambio sconto sulle tasse-prestazioni lavorative. Oltre alla manutenzione del verde e ai piccoli lavoretti sugli immobili comunali, a Massarosa il “baratto amministrativo” ha permesso di estendere gli orari scolastici a favore dei genitori. Grazie ai “cittadini attivi” individuati con il bando sullo “sconto fiscale”, la scuola elementare apre un’ora prima dell’orario ufficiale, e permette ai genitori lavoratori di lasciare i figli in classe in anticipo sull’inizio delle lezioni.

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