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L’avviso di accertamento – Anci Risponde

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Anci Risponde ad un quesito in merito alla possibilità per l’Ente di ricevere il pagamento di ICI, IMU, TASI da parte di uno dei due eredi in solido degli avvisi di accertamento e procedere coattivamente per il recupero della restante somma nei confronti dell’altro erede.

Domanda:

Premesso che l’Ente ha inviato a due fratelli, eredi in solido, degli avvisi di accertamento per tributi locali (ici, imu, tasi) non pagati dal loro padre, deceduto (avvisi ammontanti a circa 50 mila euro);
Considerato che uno dei due eredi ha manifestato all’ente la volontà di pagare solo la sua quota di tributi accertati (solo euro 25 mila) chiedendo di essere liberato (con provvedimento emesso dall’amministrazione) da ogni responsabilità relativa alla quota dovuta dall’altro erede (per i restanti 25 mila euro);
Dato atto che gli avvisi di accertamento sono stati emessi ai due eredi in solido (50 mila euro), si chiede di sapere:
– 
se l’ente può accettare, senza incorrere in responsabilità per illeciti, la proposta dell’erede disponibile a pagare solo la sua quota: euro 25 mila (dato atto che trattasi di quota ingente e per l’ente rappresenta una entrata non indifferente); liberando tale erede (che ha pagato solo la sua quota), seppur in solido, dalla responsabilità derivante dalla quota non pagata dall’altro erede e, di conseguenza,
– se l’Ente può procedere coattivamente per il recupero della quota rimanente solo ed esclusivamente nei confronti dell’erede insolvente (per i restanti 25 mila euro).
Se quanto sopra dovesse essere possibile (e cioè accettare la quota parte di un solo erede) si chiede di indicare nella Vs. cortese risposta, eventuali normative, pareri corte dei conti, giurisprudenza o precedenti al riguardo.

Risposta:

Nei tributi locali non opera la solidarietà passiva tra gli eredi, prevista dal Dpr 600/73 per le imposte sui redditi. Vanno applicate le disposizioni generali del codice civile secondo cui ciascun erede risponde in proporzione alla propria quota ai sensi degli artt. 752 e 754 cc (Cass. 22426/2014) .

Pertanto il comune, dopo avere accertato le quote degli eredi potrà procedere a riformare l’avviso di accertamento, emettendone uno per ogni erede. Va infatti osservato che la liberazione dell’erede non è un tipico istituto del diritto amministrativo e l’unica via è agire in autotutela con la riemissione degli avvisi.

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