Questo articolo è stato letto 170 volte

Legittimo l’affidamento in house della riscossione alla società pubblica che non detiene l’intero capitale

riscossione_tari

Legittima l’ingiunzione fiscale notificata da società pubblica affidataria della riscossione dei tributi locali con affidamento in house, anche quando il comune non detiene l’intera quota societaria in quanto presenti altri comuni soci, anche in assenza del requisito di iscrizione albo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 456/2018, ha affrontato la questione dell’affidamento diretto in house del servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali, ai sensi di quanto prevede il comma 5 dell’articolo 52 del d lgs 446/97, anche nell’ipotesi in cui il comune detenga una partecipazione parziale della società

La Cassazione ha ribaltato la pronuncia della CTR operando una puntuale ricostruzione del diritto e delle pronunce UE: nel caso di plurima partecipazione pubblica, i requisiti sul controllo analogo non vanno valutati con riferimento al singolo ente partecipante bensì nella capacità di controllo ascrivibile alla parte pubblica partecipante complessivamente considerata, posto che l’importante è che il controllo esercitato sull’ente concessionario sia effettivo, pur non risultando indispensabile che sia individuale.

Il criterio di valutazione complessiva e congiunta vale anche per il presupposto dello svolgimento della parte più importante dell’attività della società, che va accertato considerando l’attività che tale ente svolge con l’insieme delle autorità.

LEGGI LA SENTENZA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>