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Liti tributarie, chi perde paga

Nelle liti con il fisco chi perde paga sempre più spesso anche i costi del processo. Nel 2016 il tasso di compensazione delle spese di lite si è attestato al 61% in primo grado e al 59% in appello, con un deciso calo rispetto al passato (nel 2014 le percentuali erano rispettivamente pari al 75% e al 70%). È questo uno dei frutti della riforma del contenzioso tributario varata con il dlgs n. 156/2015, che ha limitato le possibilità del giudice di ripartire le spese tra le parti ai soli casi di soccombenza reciproca o qualora sussistano «gravi ed eccezionali ragioni», da motivare adeguatamente in sentenza. È quanto emerge dalla Relazione annuale per l’anno 2016 diffusa ieri dalla Direzione giustizia tributaria del Dipartimento finanze. Il rapporto certifica ufficialmente il trend di diminuzione delle liti tributarie pendenti che si sono ridotte dell’11,6% rispetto all’anno precedente, scendendo a 469 mila, dopo aver viaggiato sopra quota 720 mila nel 2011 (si veda ItaliaOggi del 21 marzo 2017).
Indici di vittoria agenzie fiscali. Il tasso di pronunce favorevoli ottenuto dall’Agenzia delle entrate nel 2016 nei gradi di merito è stato del 69,2%: ciò significa circa 7 sentenze su 10 passate in giudicato hanno confermato totalmente o parzialmente la pretesa dell’ufficio. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha invece ottenuto il 93% di decisioni favorevoli in Ctp e l’84% in Ctr, anche se con volumi decisamente non confrontabili con quelli delle Entrate.
Mediazione. Il valore complessivo delle quasi 232 mila controversie presentate nel 2016 nei due gradi di giudizio è pari a circa 31,7 miliardi di euro. Il valore medio di ciascun fascicolo si attesta così a 136.907 euro. Il 72% dei ricorsi in primo grado, infatti, verte su questioni di importo inferiore ai 20 mila euro, per un totale di 460 milioni di euro in gioco, mentre appena l’1,4% dei ricorsi totali (pari a 2.303 unità) riguarda controversie di valore superiore a 1 milione di euro, ma pesa per 13,2 miliardi (72% del valore totale, in aumento rispetto al passato). L’estensione della mediazione tributaria a tutti gli enti impositori porta i primi risultati: le cause fiscali nei confronti degli enti locali sono scese del 23%, mentre in controtendenza risultano quelle contro Equitalia (+23%).
Processo telematico. Nel 2016 presso le Ctp e Ctr delle regioni Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Liguria, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto sono stati effettuati 3.040 depositi telematici in primo grado (201 ricorsi, 114 controdeduzioni e 2.725 atti diversi) e 3.792 in secondo (541 appelli, 131 controdeduzioni e 3.120 atti diversi).

Fonte: ItaliaOggi

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