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Partecipazione dei Comuni al recupero dell’evasione erariale

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Con comunicato del 22 marzo 2017 l’Agenzia delle Entrate rende noto che ammonta a oltre 17 milioni di euro il contributo dei Comuni per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo nel 2015.

Campanile per campanile, il recupero dell’evasione ha coinvolto più di 550 municipi sul territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Gli importi in tabella vanno dai 50 euro ai 2,5 milioni di euro. La dimensione “comunale” dell’accertamento ha ormai una storia più che decennale e consente di recuperare risorse preziose per le amministrazioni comunali.

Ripercorriamone le tappe principali a partire dal 2005.

 Le fonti

La partecipazione incentivata dei Comuni all’accertamento dei tributi erariali ha conosciuto una tappa importante nel 2005: il decreto legge 203 di quell’anno ha riconosciuto, infatti, una quota del 30% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo, relative a tributi statali, grazie alle segnalazioni delle amministrazioni locali.

La “fetta della torta” è stata elevata al 100 %, per il triennio 2012/2014, dal decreto legge 138/2011, percentuale, poi, confermata anche per i tre anni successivi (2015-2017) dal Dl 192/2014.

Le modalità di partecipazione dei Comuni alle attività di accertamento (“segnalazioni qualificate”) sono state definite da una serie di provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate che, fra l’altro, individuano le principali tipologie di informazioni utili, tracciano le regole per la loro trasmissione telematica e indicano le piattaforme informatiche da utilizzare (Siatel v 2.0 – PuntoFisco).

In particolare, sono stati tracciati gli ambiti di collaborazione, con l’indicazione di cinque aree su cui concentrare l’intervento:

  • commercio e professioni
  • urbanistica e territorio
  • proprietà edilizia e patrimonio immobiliare
  • residenze fittizie all’estero
  • beni indicativi di capacità contributiva.

Le intese sul territorio

Il quadro normativo trova anno dopo anno traduzione pratica in una serie di protocolli d’intesa.

Fra i più recenti, quello sottoscritto a fine settembre 2016 a Torino dall’Anci Piemonte, dalla Regione, dal Comando regionale della Guardia di finanza e dalla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate.

Una sinergia fra attori nazionali, regionali e locali, che dà concretezza e impulso alla facoltà delle amministrazioni comunali, prevista dalla legge, di segnalare al Fisco fenomeni di evidente evasione.

Le intese si realizzano attraverso un rapporto diretto fra uffici finanziari e singolo municipio.

È il caso del protocollo che è stato firmato lo scorso dicembre dalla direzione regionale Entrate della Sardegna e il comune di Alghero, che vedrà accreditato nelle sue casse il 100% delle somme riscosse a seguito delle segnalazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate.

La lente di ingrandimento dell’amministrazione comunale catalana potrà, per esempio, essere utilizzata per evidenziare casi di economia sommersa nel commercio e nelle professioni, per rilevare gli affitti in nero, le residenze fittizie all’estero o la disponibilità di beni di valore rilevante indicativi di capacità contributiva.

Anche nel caso di Alghero, inoltre, la sinergia fra Agenzia e amministrazione comunale si fa più concreta attraverso l’attività di assistenza, consulenza e formazione del personale dell’ente locale destinato a questo tipo di attività.

 

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