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Più manutenzione con il catasto viario

Fonte: Il Sole 24 Ore

Rilanciare il catasto delle strade, per tornare a programmare gli investimenti nella manutenzione. L’archivio era previsto fin dal 2001 e non è stato mai completato. Così la Finco (Federazione industrie, prodotti, impianti, servizi e opere specialistiche per le costruzioni) chiede uno sforzo al Governo e agli enti gestori delle strade: Anas, concessionari autostradali, Regioni, Province e Comuni.

«Oggi la mappatura della rete viaria è completa solo per l’Anas e i concessionari autostradali – ricorda Lino Setola, che per la Finco guida la filiera sicurezza stradale – che coprono circa 30mila chilometri sui 400mila della nostra rete». In dieci anni, tanti ne sono passati dal varo del decreto del giugno 2001 che istituiva appunto il Catasto strade, solo qualche Regione (tra le altre la Toscana, l’Emilia Romagna e la Calabria) ha provveduto.

«Eppure si tratta di un passo fondamentale per poi attribuire a questi beni pubblici anche un valore patrimoniale» ricorda Setola. Secondo le stime della Finco, attualmente la mancata registrazione del valore patrimoniale del bene demaniale “strada”, all’interno dei bilanci degli enti proprietari delle stesse, apre un buco da 500 miliardi. «Questa è la nostra analisi del valore patrimoniale della rete – precisa Setola -, ottenuta pensando ai canoni ricavabili da sottoservizi e pubblicità, ad esempio. Questi valori potrebbero essere utilizzati dai proprietari, soprattutto Comuni e Province, a garanzia di mutui per investimenti».

La Finco chiede quindi di tornare a fare manutenzione, dopo che negli ultimi anni si è puntato soprattutto su nuove costruzioni: dal 2006 la spesa per la manutenzione programmata e la sicurezza nelle strade è diminuita di oltre il 50% e persino gli enti locali disposti a investirvi sono frenati dai vincoli del Patto di stabilità interno. I 300 milioni messi a disposizione delle manutenzioni Anas ad agosto dal decreto del fare, dunque, non bastano.

Per superare l’emergenza, secondo la Finco è necessario pianificare con cura gli investimenti. Tanto più che la programmazione sta per diventare un obbligo di legge: in base al Dlgs 35/2011 ogni ente dovrà monitorare lo stato delle proprie strade e segnalare le situazioni critiche. Ma per Province e Comuni questo obbligo scatterà dal 2016.

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