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Quota variabile TARI: per i comuni nel caos ecco i fac-simili dell’istanza di rimborso e della risposta alle associazioni dei consumatori

Il Punto di S. Zammarchi

tari

Benché ci stiamo avvicinando alla scadenza del saldo dell’IMU e della TASI, gli uffici tributi di molti Comuni si trovano a dover affrontare la questione dell’applicazione della quota variabile della TARI, alle pertinenze delle unità residenziali, tenute al pagamento della tariffa domestica. In questi giorni sta tenendo banco la diatriba sollevata dagli utenti di quei Comuni che applicano entrambe le quote (quota variabile in base al numero dei componenti del nucleo familiare e quota fissa, calcolata in riferimento alla superficie degli immobili occupati) alle pertinenze dell’unità abitative.

Il tema è caldo, perché nei Comuni in cui è stata addebitata la quota variabile anche sulle pertinenze delle unità abitative, gli uffici rischiano di andare in tilt per il numero elevato di istanze di rimborso che potrebbero essere presentate dai contribuenti interessati. Ma anche negli altri Comuni, ossia in quelli in cui il calcolo della TARI è stato eseguito correttamente, il clima non è meno rovente. La cassa di risonanza che la vicenda ha originato sta coinvolgendo gran parte degli enti comunali sia perché i contribuenti sono sollecitati dalla stampa a pretendere chiarimenti dal Comune di riferimento, sia perché non sempre le bollette sono comprensibili per i non addetti ai lavori.

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