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Scheda pratica: ingiunzione di pagamento R.D. 639/1910

COME FARE: modelli operativi

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La riscossione a mezzo ingiunzione pone come primo step la stesura del provvedimento amministrativo che, come riferisce la recente sentenza della CTP Firenze 418/2017, deve ricalcare lo stile degli atti amministrativi e non giudiziari. L’ingiunzione rafforzata assume come base normativa nei primi tre articoli del regio decreto. L’articolo 1 individua le entrate e i soggetti rientranti nell’ambito di applicazione dell’ingiunzione anche se la norma va attualizzata agli interventi normativi e giurisprudenziali successivi.

La motivazione
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Elemento complesso è la motivazione, consistente nel richiamo dell’atto propedeutico notificato al debitore, diverso al mutare della tipologia di entrata. I tributi locali come l’IMU e la Tasi nonché le sanzioni amministrative sono caratterizzate da un percorso normativo che porta alla formazione di un titolo esecutivo (accertamento tributario, verbale CdS, ordinanza ingiunzione) che consolida la pretesa e la rende inoppugnabile. Quando l’ingiunzione è preceduta da un titolo esecutivo, questo, se definitivo e incontestabile, ne mantiene la forza, mentre l’ingiunzione conserva l’efficacia di mero atto riproduttivo di quel titolo ma impugnabile solo per vizi propri e non anche per motivi attinenti la pretesa tributaria: se il titolo esecutivo è viziato, lo sarà anche l’ingiunzione.

La forza del titolo.
L’art. 2 del Rd afferma che “il procedimento di coazione comincia con l’ingiunzione, la quale consiste nell’ordine emesso dal competente ufficio dell’ente creditore di pagare entro trenta giorni, sotto pena degli atti esecutivi, la somma dovuta”.  Nella modalità rafforzata che prevede l’applicazione delle regole del Titolo II del DPR 602/73, la scadenza per il pagamento è di 60 giorni.

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