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Service tax sulla residenza e cedolare secca a 360°

Strutturare la nuova Service tax in base al criterio della residenza e non della proprietà. Estendere l’applicabilità della cedolare secca con l’aliquota al 15% a tutto il territorio nazionale, prevedendo, inoltre, una riduzione anche dell’aliquota prevista per gli altri contratti di locazione ad uso abitativo. Estendere l’esenzione Imu a tutti gli immobili invenduti, compresi quelli delle società immobiliari di gestione e delle persone fisiche.

Queste la proposte avanzate ieri dalla Confedilizia (Associazione dei proprietari immobiliari), durante le audizioni sul decreto Imu che si sono svolte in commissioni Bilancio e Finanze della camera. «La legge che andrà a definire i parametri della nuova Service tax», hanno sottolineato i rappresentanti della Confedilizia, «dovrà fissare i parametri di riferimento sia in relazione ai servizi collegati in via diretta a un immobile, sia in relazione ai servizi collegati in via diretta all’utilizzo da parte degli abitanti di un immobile.

Senza contare, poi, che i comuni dovrebbero poter decidere le aliquote e l’importanza dei singoli parametri al fine della determinazione del tributo». Se critica è la posizione sull’introduzione del nuovo tributo, positivo è, invece il parere sull’introduzione della cedolare secca, tanto più con la riduzione al 15% della aliquota concordata.

«Nel 2011, anno nel corso del quale è stata introdotta la cedolare, i contratti di locazione registrati sono stati 1.346.793 mentre nel 2012, hanno raggiunto quota 1.445.296», hanno sottolineato i rappresentanti della Confedilizia, «l’efficacia della misura, quindi, dovrebbe spingere a far considerare seriamente l’applicazione della cedolare alle locazioni ad uso diverso dall’abitativo, per dare ossigeno a un settore particolarmente in crisi».

Fonte: Italia Oggi

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