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Agevolazioni TARI ARERA

C. Carpenedo (1/7/2020)

Con riferimento alle agevolazioni denominate fattori di rettifica ARERA  si chiede parere in ordine alla obbligatorietà delle medesime, alla modalità di finanziamento e all’applicazione delle medesime negli avvisi di pagamento.

In ragione dell’emergenza sanitaria originata dal COVID 19 e il conseguente lockdown imposto alle attività economiche individuate da appositi decreti ministeriali mediante i codici ATECO, l’autorità di regolazione ARERA ha individuato una soluzione tecnica per la determinazione delle riduzioni da riconoscere alle medesime e dare una risposta proporzionata alle numerose richieste che i gestori delle attività avanzano verso gli enti impositori.

La soluzione ARERA è contenuta nella deliberazione 158/20 che, all’articolo 1, definisce le riduzioni obbligatorie per le attività indicate nella tabella 1a e 1 b individuate mediante i codici Ateco, alle quali riconoscere una riduzione sulla quota variabile in ragione dei giorni di chiusura. Infatti, la tabella 1b indica la misura del 25% della variabile in ragione dei circa tre mesi di chiusura. Si aggiunge la tabella 2 per le attività non immediatamente riconducibili alle altre due tabelle ma comunque soggette a chiusura.   Si è così previsto l’introduzione di alcuni fattori di rettifica per talune tipologie di utenze non domestiche, al fine di tener conto del principio “chi inquina paga”, sulla base della minore quantità di rifiuti producibili,

Come indicato dalla nota IFEL del 31 Maggio La Delibera Arera n. 158/2020 nell’ambito della potestà comunale in materia di agevolazioni sulla Tari e sulla tariffa corrispettiva” e confermato da ARERA, queste riduzioni vanno calcolate a valle quindi non procedendo al ricalcolo del Kd, bensì esternamente alla tariffa applicata, questo per evitare che le stesse siano finanziate dalla comunità delle utenze paganti nel 2020. La modalità di finanziamento può essere duplice: con risorse esterne quindi a carico del bilancio comunale oppure mediante una nuova componente denominato   individuato da ARERA con la deliberazione 238/2020 e che rinvia il costo a carico delle future tariffe 2021, 22 e 23.

Di rilievo il seguente passaggio dell’ ultima deliberazione citata:

La valorizzazione della compente può avvenire solo nel caso in cui non siano state vincolate allo scopo specifiche risorse rese disponibili nel bilancio dello Stato o in quello di altri Enti territoriali.”

Sempre nella nota IFEL  del 31 maggio 2020 il comune può definire ulteriori agevolazioni rispetto a quelle minime da riconoscere obbligatoriamente, in ragione della potestà riconosciuta dal comma 660 della legge 147/2020 che prevede il Comune possa deliberare “ulteriori riduzioni ed esenzioni” rispetto a quelle già previste dalla normativa (ed elencate nel comma 659).  Circa la modalità di copertura delle “riduzioni atipiche”, sebbene non si registri uniformità di pensiero a causa della imprecisa formulazione del comma 660 della legge n. 147 del 20133, la stessa norma è sufficientemente esplicita nel dire che “può essere disposta attraverso apposite autorizzazioni di spesa e deve essere assicurata attraverso il ricorso a risorse derivanti dalla fiscalità generale del comune”, ovvero – in altri termini – a carico del bilancio comunale.

Appare evidente, in proposito, che qualsiasi scelta che vada oltre il livello minimo contemplato nella Delibera n.158 possa essere liberamente applicata dai Comuni, con l’unica accortezza di comprendere, all’interno delle scelte effettuate, le utenze non domestiche previste dagli Allegati alla delibera in esame. Non esiste infatti alcun divieto di procedere in maniera più generosa, con risorse derivanti dal bilancio dei COMUNI al fine di beneficiare le utenze in difficoltà economica provocata dall’emergenza sanitaria da Covid-19, ma appare comunque opportuno rispettare il “minimo regolatorio” imposto dalle nuove previsioni ARERA.

Va segnalato che, nell’ambito della facoltà di scelta, il comune deve tener conto dei principi definiti dalla giurisprudenza in ordine alla necessità di non svuotare il presupposto mediante esenzioni generalizzate e non giustificate da ragioni che bilanciano l’interesse collettivo rispetto alla riduzione di gettito.

In merito all’applicazione della riduzione negli avvisi di pagamento, sia IFEL che ARERA segnalano la possibilità di applicare il calcolo della riduzione sin dalla prima emissione delle rate senza attendere la condizione temporale imposta dalla regola di efficacia delle tariffe contenuta nel comma 15 ter dell’art. 15 del dl 201/2011. Va segnalato sul punto che molti comuni procedono in tal senso nella rata di conguaglio.

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