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Accertamento esecutivo: oneri di riscossione in caso di ricorso ad ADER

C. Carpenedo (22/7/2020)

In caso di pagamento dell’avviso di accertamento esecutivo oltre il termine indicato nell’atto, come devono essere applicati gli interessi e gli oneri di riscossione previsti dalla legge 160/2019 se l’ente affida la riscossione ad Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER)?

Per effetto delle disposizioni contenute nel comma 792 dell’articolo 1 della Legge 160/2019, il nuovo accertamento esecutivo in vigore dal 1.1.2020 assorbe il precedente titolo costituito dalla cartella ovvero dall’ ingiunzione di pagamento e per questa ragione deve contenere anche la parte relativa alle conseguenze in caso di mancato pagamento entro i termini previsti dall’atto.

La nuova norma in particolare prevede le voci degli oneri, delle spese e degli interessi con sfumature diverse a seconda del soggetto che compie la riscossione coattiva.

In caso di ricorso ad Agenzia delle Entrate Riscossione, si applica la lettera i) del citato comma 792 che espressamente prevede:

  • a partire dal primo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione del ricorso ovvero a quello successivo al decorso del termine di sessanta giorni dalla notifica dell’atto finalizzato alla riscossione delle entrate patrimoniali, le somme richieste con gli atti di cui alla lettera a) sono maggiorate degli interessi di mora nella misura indicata dall’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, calcolati a partire dal giorno successivo alla notifica degli atti stessi; all’agente della riscossione spettano gli oneri di riscossione, interamente a carico del debitore, e le quote di cui all’articolo 17, comma 2, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112;

La lettera i) disciplina l’applicazione degli interessi di mora di cui all’articolo 30 del dPR 602/73 nel solo caso in cui la riscossione sia affidata all’Agenzia delle Entrate riscossione: il calcolo deve avvenire dal giorno successivo alla data di notifica dell’accertamento esecutivo. L’attuale provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 23 maggio 2019 fissa la misura al 2,68 per cento in ragione annuale. Gli oneri di riscossione sono posti pari al 6% del carico

In caso di ricorso alla riscossione diretta o ad altri soggetti abilitati alla riscossione, quindi società private o pubbliche di riscossione, si applica il comma 802 in ordine al calcolo degli interessi e il comma 803 per l’applicazione degli oneri e spese da richiedere al debitore:

  • Su tutte le somme di qualunque natura, esclusi le sanzioni, gli interessi, le spese di notifica e gli oneri di riscossione, si applicano, decorsi trenta giorni dall’esecutività dell’atto di cui al comma 792 e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora conteggiati al tasso di interesse legale che può essere maggiorato di non oltre due punti percentuali dall’ente con apposita deliberazione adottata ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997.
  • a) una quota denominata « oneri di riscossione a carico del debitore », pari al 3 per cento delle somme dovute in caso di pagamento entro il sessantesimo giorno dalla data di esecutività dell’atto di cui al comma 792, fino ad un massimo di 300 euro, ovvero pari al 6 per cento delle somme dovute in caso di pagamento oltre detto termine, fino a un massimo di 600 euro;
  1. b) una quota denominata « spese di notifica ed esecutive », comprendente il costo della notifica degli atti e correlata all’attivazione di procedure esecutive e cautelari a carico del debitore, ivi comprese le spese per compensi dovuti agli istituti di vendite giudiziarie e i diritti, oneri ed eventuali spese di assistenza legale strettamente attinenti alla procedura di recupero, nella misura fissata con decreto non regolamentare del Ministero dell’economia e delle finanze, che individua anche le tipologie di spesa oggetto del rimborso. Nelle more dell’adozione del provvedimento, con specifico riferimento alla riscossione degli enti locali, si applicano le misure e le tipologie di spesa di cui ai decreti del Ministero delle finanze 21 novembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2001, e del Ministro dell’economia e delle finanze 12 settembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 ottobre 2012, nonché ai regolamenti di cui ai decreti del Ministro dell’economia e delle finanze 18 dicembre 2001, n. 455, del Ministro di grazia e giustizia 11 febbraio 1997, n. 109, e del Ministro della giustizia 15 maggio 2009, n. 80, per quanto riguarda gli oneri connessi agli istituti di vendite giudiziarie

Che cosa accade se il contribuente versa dopo il termine previsto per il pagamento senza che il carico sia stato trasmesso da ADER?

La norma non spiega questo passaggio né l’Agenzia è intervenuta per chiarire modalità di trasmissione del carico derivante da nuovo accertamento esecutivo.

Considerato che, in mancanza del rispetto del termine di pagamento, scattano immediatamente oneri e spese, la determinazione è conseguenza della fase in cui si trova l’atto. In particolare se non è ancora stato trasmesso il carico ad ADER, la riscossione è ancora in capo all’ente e gli oneri e spese applicati, nonché gli interessi, saranno quelli previsti dal comma 802 e 803 del citato comma 792, da versare all’ente per chiudere la pendenza. Se invece il pagamento avviene dopo la trasmissione ad ADER, l’agente continuerà la riscossione se superiore al minimo di legge, per il recupero degli oneri e interessi indicati dalla lettera i), fermo restando la necessaria comunicazione che il comune dovrà trasmettere per il pagamento tardivo del carico iniziale.

Diventa importante per l’ente definire un limite di importo oltre il quale non si continua la riscossione per le somme originate dagli oneri e spese non versate quando di modico valore.

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