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Torna il federalismo

Il federalismo fiscale riaccende i motori. Dopo mesi di letargo, Mario Monti sembra intenzionato a recuperare il tempo perduto e a tener fede alla promessa fatta quando a novembre ha chiesto la fiducia alle camere: portare a compimento la macchina attuativa del federalismo e correggere i punti della riforma che necessitano di un «tagliando».
Oggi la Commissione bicamerale presieduta da Enrico La Loggia approverà una risoluzione con una proposta di road map (anticipata su ItaliaOggi Sette del 26/3/2012), da qui alla fine della legislatura, che sarà poi inviata ai presidenti di camera e senato per la discussione in parlamento. La Loggia ha già avuto modo di parlarne in un colloquio con Monti lunedì a palazzo Chigi.
Il documento si focalizzerà soprattutto sulla predisposizione dei decreti correttivi del federalismo municipale e provinciale, vista la palese contraddizione fra quelli originari e le misure contenute nei provvedimenti economici degli ultimi mesi. Un’esigenza di cui lo stesso Monti sembra essere consapevole.
Come infatti far convivere l’Imu federalista, istituita e disciplinata dal dlgs sul fisco comunale (dlgs n. 23/2011), con quella centralista introdotta dal governo?
E come conciliare le novità sui tributi provinciali portate in dote dal federalismo con il ridimensionamento degli enti intermedi trasformati in enti di secondo livello? Tutte contraddizioni che dovranno essere sciolte nei prossimi mesi. Ma non solo. La risoluzione si concentrerà anche sull’approvazione dei numerosi dpcm attuativi necessari per mettere a regime la riforma e su possibili correttivi da applicare al decreto legislativo su premi e sanzioni.
Monti ha assicurato che presterà «massima attenzione» al documento oggi al vaglio di palazzo San Macuto. Del resto, in attesa che la spending review porti frutto, solo dall’applicazione dei costi standard sanitari alle regioni si potrebbero risparmiare 4 miliardi di euro l’anno. E di questo il professore della Bocconi è consapevole.

Fonte: Italia Oggi

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