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Transazione fiscale tra Comune e impresa

Il Caso di C. Carpenedo

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È possibile per un ente locale accettare accordi che comportano la riduzione dei crediti vantati verso l’impresa? È possibile in caso di tributi la transazione fiscale?

La risposta a questo quesito è molto complesso e va ricostruita analizzando lo scenario in tema di transazione. Giuridicamente esiste la transazione all’articolo 1965 del codice civile, intesa come quel contratto nel quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già cominciata o prevengono una lite che può sorgere tra loro. Gli elementi caratterizzanti della transazione civilistica sono rappresentati dal dare qualcosa e dal trattenere qualcos’altro come concessioni reciproche tra creditore e debitore allo scopo di evitare o porre fine ad una lite. Una disposizione limitata alla composizione di una lite che possa sfociare nel contenzioso e presenta in tal senso degli elementi tangibili.  Una norma del genere può interessare il Comune per le entrate che non sono caratterizzate dall’indisponibilità dell’obbligazione, quindi per i crediti relativi a entrate patrimoniali ma non certamente per crediti relativi a entrate tributarie caratterizzare, appunto, dal principio di indisponibilità dell’obbligazione tributaria. Anche nel primo caso, il suo esercizio è subordinato a valutazioni puntuali pena il rischio del danno erariale.

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