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Un risultato che allontana il rischio aumenti

La manovra correttiva dell’Imu potrebbe essere scongiurata se fosse confermato che i dati del gettito del primo acconto dell’imposta sono in linea con le attese. Non va infatti dimenticato che quest’anno, se le cifre non dovessero essere soddisfacenti, comuni e Stato potrebbero correre ai ripari modificando le regole del gioco. I comuni possono, infatti, variare le aliquote con delibere da adottare nel mese di settembre. Lo Stato si riserva, invece, la possibilità di intervenire con un provvedimento di correzione di aliquote e detrazioni, entro il 10 dicembre. L’effetto perverso di tale meccanismo è che sino al 17 dicembre non sarà noto il peso dell’imposta.

Vi sono altre variabili da tenere in considerazione ai fini del giudizio sul dato complessivo. In linea di principio, i contribuenti in sede di acconto hanno utilizzato l’aliquota ordinaria. Qualcuno potrebbe, però, aver applicato l’aliquota deliberata dal comune, se più favorevole rispetto a quella ordinaria. Tanto, anche con riferimento agli immobili diversi dall’abitazione principale.

Ciò potrebbe determinare una sottostima del gettito, atteso con il 7,6 per mille ma in realtà ottenuto con una misura più bassa. La regola sarà tuttavia l’opposta. Infatti, la stragrande maggioranza dei comuni ha manovrato l’aliquota verso l’alto e questa troverà applicazione in sede di saldo. C’è, infine, l’incognita dei fabbricati rurali non accatastati. Per tali unità, abitative e strumentali, c’è tempo sino al 30 novembre per procedere all’accatastamento. Il versamento, inoltre, sarà eseguito in un’unica soluzione a saldo, entro il 17 dicembre. Come si vede, potrebbe essere un anno pieno di sorprese.

Fonte: Il sole 24 ore

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