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Catasto, primi passi per la riforma

Fonte: La Stampa

Il primo provvedimento in rampa di lancio, si parla del 10 giugno come data del possibile varo, riguarda la riforma delle Commissioni censuarie, o meglio la loro ricostituzione posto che da anni questi organismi (istituiti nel 1886) sono ormai inattivi. Questo infatti è il primo tassello della più grande e impegnativa riforma del Catasto per il completamento della quale si prevede un orizzonte temporale di almeno 5 anni ed una serie molto articolata di decreti legislativi. L’obiettivo finale di questa che si annuncia come una vera e propria svolta epocale è quello di calcolare il valore catastale dei 63 milioni di immobili presenti in Italia non più per numero di vani ma per metri quadri determinando la rendita finale attraverso una formula matematica che metterà in relazione tutte le caratteristiche, dal valore di mercato alla posizione, dallo stato dell’immobile a il grado di efficienza energetica sino all’eventuale presenza di servizi. Le nuove Commissioni censuarie, nelle quali entreranno esperti, tecnici e rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni, saranno istituite a livello provinciale (un piccolo paradosso nel momento in cui si aboliscono le province) col compito di rivedere tutti i valori del patrimonio immobiliare. In questo modo si punta a correggere le attuali sperequazioni come, ad esempio, il pagamento di imposte più basse da parte di chi magari vive in un appartamento del centro storico e più alte da parte di chi sta invece in periferia.

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