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E ora è caccia a 2,4 miliardi per cancellare l’Imu di dicembre

Fonte: Il Messaggero

Le certezze di Stefano Fassina («la seconda rata dell’Imu non si pagherà») non sono del tutto condivise in via XX Settembre. Ed anzi ai piani alti del ministero dell’Economia sposano con maggior convinzione la seconda parte del ragionamento del vice ministro.

Quella nella quale l’esponente governativo del Pd dice che «si dovranno trovare risorse per sostituirla» riconoscendo però che i 2,4 miliardi che servono per chiudere la partita «sono molto difficili da trovare». Insomma, tra i collaboratori del ministro Saccomanni, ad ogni livello, si fa fatica a trovare qualcuno disposto a scommettere che, alla fine, l’Imu versione 2013 sarà cancellata definitivamente.

Per la prima rata è stato così, per la seconda la questione è molto più spinosa. Il problema, ovviamente, sono le coperture. «Negli ultimi 5 mesi – ragiona una fonte tecnico-politica – tra rimborsi alle aziende, cassa integrazione, esodati e precari della scuola abbiamo fatto manovre per 11 miliardi di euro. Senza considerare che pochi giorni fa, per rientrare sotto il 3% nel rapporto deficit-Pil come impone Bruxelles, abbiamo dovuto fare un’altra operazione da 1,6 miliardi di euro». Un elenco di fardelli alle spalle chiuso da una realistica osservazione: «Non possiamo stampare moneta».

Come a dire: i soldi sono questi e non c’è margine per fare tutto. Tanto più che, in queste ore, la concentrazione dei tecnici del Tesoro è tutta rivolta verso la definizione della legge di Stabilità. A farla breve, si chiarisce, il dossier seconda rata Imu è una pagina bianca ancora da aprire. Certo, il tempo incalza visto che, senza una soluzione, il 16 dicembre i contribuenti (già appesantiti dall’aumento dell’Iva) saranno chiamati a passare alla cassa per il versamento. Ma c’è la convinzione che aprire il capitolo a metà novembre (la data indicata per affrontare la questione lasci ampi margini di manovra.

Di certo, le fonti governative del ministero dell’Economia, confermano che la soppressione definitiva della tassa non arriverà con aumenti di imposte già esistenti. Su questo, c’è un impegno formale di Palazzo Chigi che alcuni giorni fa ha votato un alla Camera un ordine del giorno promosso da Scelta civica.

Dunque, quando le componenti della maggioranza si siederanno intorno a un tavolo per mettere a fuoco le voci da mettere nel mirino dovrebbero essere esclusi ritocchi alle accise su tabacchi, alcol e giochi, oltre che una tassazione per le banche.

Vale a dire ipotesi che, nelle ultime settimane, sono circolate in parlamento e negli uffici tecnici dei ministeri economici. «Il vero problema – dice apertamente una fonte governativa del Pd – è che la questione della seconda rata dell’Imu arriverà a fine anno quando tutte le coperture saranno state impegnate con la legge di Stabilità».

Se non si possono alzare altre tasse («nelle attuali condizioni di finanza pubblica, l’abolizione della seconda rata dell’Imu vuol dire aumentare altre imposte», ammise però Fassina alcuni giorni fa), è necessario sforbiciare la spesa. E, comunque, forse sarà necessario rinunciare all’idea di abolire l’Imu per tutti. Sarebbe questo, in definitiva, il progetto che accarezza l’ala più a sinistra della coalizione: far pagare la seconda rata al 10% degli immobili di pregio. Una soluzione che farebbe risparmiare circa 1,2 miliardi.

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