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L’esenzione dall’Imu costa cara

Fonte: Italia Oggi

L’esenzione Imu prevista a favore degli alloggi sociali potrebbe applicarsi a tutte le case popolari, aprendo una falla nei bilanci dei comuni. L’allarme arriva dall’Anci, che ha posto la questione in sede di esame del dm chiamato a ripartire fra i sindaci i circa 75 mln stanziati dall’art. 3, comma 1, del dl 102/2013 per compensare il mancato gettito derivante dall’esonero dall’imposta municipale di alcune tipologie di immobili. Fra queste, anche i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del ministero delle infrastrutture 22/04/2008. Rientrano nella categoria gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche e destinati a ridurre il disagio abitativo per coloro che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. A prima vista, tale defi nizione comprende anche gli immobili degli Istituti autonomi case popolari (Iacp) o degli enti di edilizia residenziale pubblica con analoghe fi nalità. Ai fi ni Imu, questi immobili (a differenza di quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa assegnati ai soci) non sono di per sé pienamente assimilati ad abitazione principale (e quindi esenti), potendo solo usufruire della relativa detrazione. Tuttavia, se essi fossero considerati alloggi sociali, rientrerebbero in pieno nel regime prima casa. Secondo l’Anci, il Mef non ha smentito, in sede tecnica, tale possibile interpretazione estensiva. Tuttavia, nel quantifi care i rimborsi ai comuni, ha ipotizzato una platea di 40 mila immobili, mentre il patrimonio abitativo degli Iacp è di circa 700 mila. Da qui, il rischio che il contributo compensativo risulti insuffi ciente a tappare i buchi che si creeranno nei bilanci comunali. A detta dell’Anci, lo stesso problema si pone anche per i fabbricati merce, ossia quelli realizzati da imprese costruttrici e rimasti invenduti: anche in tal caso, i mancati incassi sarebbero stati fortemente sottostimati. Nel caso degli alloggi sociali, inoltre, l’incertezza sulla portata dell’esenzione rischia di aprire nuovi contenziosi con gli enti proprietari.

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