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L’immobile concesso in comodato al Comune può essere esonerato dall’IMU solo dal 2020

Il caso risolto di Giuseppe Debenedetto

Un ente religioso che nel 2017 ha concesso in comodato al Comune un immobile da adibire a finalità istituzionali (biblioteca) e pretende l’esonero dell’IMU citando una disposizione della legge n. 160/2019. Dobbiamo concedergli l’esonero?

RISPOSTA

La disciplina dell’IMU vigente fino al 2019 non prevedeva la possibilità di esonerare dall’IMU immobili concessi in comodato al Comune, ad altri enti territoriali e ad enti non commerciali, facoltà che è stata introdotta a partire dal 2020 con il comma 777 della legge 160/2019.

La disciplina della vecchia IMU

Per comprendere i termini della questione occorre evidenziare che la disciplina dell’ICI, poi trasfusa della disciplina dell’IMU, prevede l’esonero per gli enti non commerciali che utilizzano i propri immobili in una delle finalità previste dalla norma (art. 7 lett. i) d.lgs. 504/92).

Al riguardo la Cassazione ha sempre affermato che l’utilizzazione diretta del bene da parte dell’ente possessore è condizione necessaria perché a quest’ultimo spetti il diritto all’esenzione prevista dall’art. 7, d.lgs. n. 504 del 1992, nel caso di esercizio delle attività considerate dalla norma come “esentabili”.

In particolare, con l’ordinanza 4047 del 12.2.2019 la Cassazione ha affermato che non sussiste il diritto all’esonero previsto per gli enti non commerciali se il soggetto utilizzatore non coincide con il possessore dell’immobile. La Cassazione evidenzia che la giurisprudenza di legittimità ha chiarito, nell’interpretare l’articolo 7, comma 1, lettera i), del D.Lgs. 504/1992, che tale norma esige la duplice condizione dell’utilizzazione diretta degli immobili da parte dell’ente possessore e dell’esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito. Se ne ricava che l’esenzione dall’Ici, che ha natura speciale e derogatoria della norma generale ed è, perciò, di stretta interpretazione, dovendosi applicare soltanto nelle ipotesi tipiche e tassative indicate (Cassaz., Sez. 5, n. 10646 del 20.5.2005; Cass., Sez. 5, n. 18549 del 4.12.2003), non spetta nel caso di utilizzazione indiretta, benché assistita da finalità di pubblico interesse (Cassaz., Sez. 5, n. 12495 del 4.6.2014). Inoltre, la Suprema Corte ha pure precisato che l’agevolazione de qua è ulteriormente preclusa dalla stessa lettera dell’articolo 7, comma 1, lettera i), del D.Lgs. 504/1992, che, nel richiamare l’articolo 87, comma 1, lettera c), del Tuir del 1986, ha escluso dal godimento del beneficio stesso le società commerciali, fra le quali rientrano le società per azioni, anche qualora nelle loro finalità sociali rientri la realizzazione di obiettivi socialmente utili, poiché la forma azionaria è di per sé indicativa, in via prevalente, del perseguimento di uno scopo di lucro (Cassaz., Sez. 5, n. 18838 del 30.8.2006).

L’apertura ministeriale per i comodati

Con la risoluzione ministeriale n. 4/DF del 4/3/2013 il Dipartimento delle Finanze ha affermato che l’esenzione è applicabile anche nell’ipotesi in cui l’immobile posseduto dall’ente non commerciale venga concesso in comodato a un altro ente non commerciale per lo svolgimento di una delle attività meritevoli previste dalla lett. i) dell’art. 7, D.Lgs. 504/1992.

Si tratta di una posizione non condivisibile poiché contrasta con il «diritto vivente», costituito dal consolidato orientamento della Cassazione (formatosi negli ultimi 15 anni) che ha più volte ribadito il principio dell’utilizzo «diretto» da parte dell’ente possessore (quale condizione per poter usufruire dell’esonero), ovvero che vi sia coincidenza tra l’ente proprietario e l’ente che utilizza l’immobile. Peraltro, la Cassazione ha avuto modo di esprimersi proprio sulla fattispecie del comodato, confermando anche il tal caso il principio dell’utilizzo diretto (Cassaz. 30.4.2015, n. 8767; Cassaz. 15.2.2013, n. 3843).

Tuttavia con la sentenza n. 25508 del 18/12/2015 la Cassazione ha affermato che l’esonero dall’Ici previsto per gli enti non commerciali spetta anche in caso di immobile concesso in comodato e quindi non utilizzato direttamente, in virtù di un collegamento «strutturale» tra ente proprietario ed ente utilizzatore. Nel caso in questione la Corte infatti giustifica l’applicazione dell’esonero in virtù di un collegamento «strumentale» tra ente proprietario ed ente utilizzatore, pur trattandosi di soggetti comunque diversi. In termini analoghi si è espressa la stessa Cassazione con l’ordinanza 1.7.2016, n. 13542.

L’orientamento contrario della Cassazione

In contrasto a quanto affermato dal Mef, la Cassazione ritiene invece che…CONTINUA A LEGGERE

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