Le disposizioni di riforma, come introdotte, stanno disorientando gli uffici tributi, cosicché, sulla questione è intervenuta anche IFEL (fondazione ANCI), con una propria nota di approfondimento, pubblicata lo scorso 22 dicembre. Anche la stessa IFEL rileva elementi di incertezza e, per tale motivo, auspica che vengano chiariti alcuni aspetti per via normativa, benché sia condivisibile l’esigenza di ridurre al massimo i rischi posti dall’affidamento all’esterno della gestione del denaro pubblico. Tale rischio, infatti, non è assente neppure se i soggetti affidatari hanno la qualifica di agenti della riscossione, ossia quando sono in possesso dei requisiti di cui all’art. 53, del D. Lgs. n. 446/97, considerate le varie vicende venute alla ribalta negli ultimi anni.
Obbligo di versamenti diretti delle entrate comunali: cosa deve fare l’ente
Il Decreto Legge n. 193/2016 ha portato diverse novità per gli enti locali. Fra queste viene qui segnalata la previsione dell’art. 2-bis, recante modifiche in ambito di riscossione relativa alle entrate comunali.
Le disposizioni di riforma, come introdotte, stanno disorientando gli uffici tributi, cosicché, sulla questione è intervenuta anche IFEL (fondazione ANCI), con una propria nota di approfondimento, pubblicata lo scorso 22 dicembre. Anche la stessa IFEL rileva elementi di incertezza e, per tale motivo, auspica che vengano chiariti alcuni aspetti per via normativa, benché sia condivisibile l’esigenza di ridurre al massimo i rischi posti dall’affidamento all’esterno della gestione del denaro pubblico. Tale rischio, infatti, non è assente neppure se i soggetti affidatari hanno la qualifica di agenti della riscossione, ossia quando sono in possesso dei requisiti di cui all’art. 53, del D. Lgs. n. 446/97, considerate le varie vicende venute alla ribalta negli ultimi anni.
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