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Più tasse sui fondi pensione Tasi, niente modelli compilati

Fonte: Il Messaggero

Sarà sciolto solo martedì il nodo dell’estensione del credito d’imposta Irpef alle famiglie con tre figli e un solo reddito di importo superiore alla soglia dei 26 mila euro. Nella stessa giornata il governo potrebbe approvare il decreto legge per la proroga del pagamento della Tasi, poi destinato con tutta probabilità a decadere e ad essere travasato nello stesso decreto Irpef. Intanto però al Senato, nell’ambito dello stesso provvedimento, si profilano altre novità, con emendamenti a firma del governo o dei relatori D’Alì e Guerra. Una di queste proposte contiene un incremento di mezzo punto, dall’11, all’11,5 per cento, dell’imposta sostitutiva sui rendimenti dei fondi pensione complementari. I proventi dell’aumento serviranno a neutralizzare – per quanto riguarda le casse previdenziali provate – il passaggio della tassazione sulla generalità delle rendite finanziarie (esclusi i titoli di Stato) dal 20 al 26 per cento. Dunque una mancata penalizzazione per gli aderenti alle casse dei professionisti che però comporta un piccolo svantaggio per la generalità degli iscritti ai fondi pensione.

CORREZIONE DI ROTTA

Un’altra correzione di rotta riguarda l’acquisto di beni e servizi, altro capitolo fondamentale del provvedimento: nel testo originario era prevista una sforbiciata automatica del 5 per cento per i contratti in essere. Ora la decurtazione non sarà più un obbligo, ma una facoltà dell’amministrazione: di conseguenza vengono meno anche le sanzioni per i funzionari interessati. Le amministrazioni dovranno però garantire gli stessi risparmi previsti, per cui è ragionevole pensare che nella maggior parte dei casi il taglio sarà comunque applicato. Analoga è la logica di un’altra correzione, che esclude Regioni ed enti locali dall’obbligo di ridurre le consulenze: i corrispondenti risparmi dovranno essere raggiunti con altre misure di razionalizzazione. Più delicata è la questione del potenziamento del credito d’imposta Irpef (ed eventualmente anche dello sconto sull’Irap a beneficio delle imprese: la discussione è stata rimandata alla prossima settimana in mancanza di un accordo nella maggioranza. Slittano quindi tutti i tempi dell’esame del decreto Irpef, per il quale si dovrebbe profilare a questo punto il ricorso al voto di fiducia.

CONFEDILIZIA PROTESTA

Quanto alla Tasi, il Consiglio dei ministri per lo slittamento del termine di pagamento del 16 giugno (nei Comuni che non hanno ancora deliberato in materia) potrebbe tenersi già martedì. Nel frattempo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il modello del bollettino postale di pagamento, che può essere usato in alternativa al modello F24 bancario. Il bollettino però dovrà essere riempito a cura del contribuente, almeno nella maggior parte dei casi. Infatti il ministero dell’Economia ha chiarito che l’invio da parte dei Comuni di un bollettino precompilato, in chiave di semplificazione per i cittadini, è una facoltà e non un obbligo per i Comuni, i quali in molti casi non dispongono dei dati necessari. Questa interpretazione ha sollevato le proteste di Confedilizia: secondo l’associazione di rappresentanza dei proprietari la legge di stabilità 2014 che ha istituito la Tasi prevedeva appunto l’obbligo di inviare un modello precompilato, obbligo che non potrebbe essere superato con un semplice decreto ministeriale.

Il modulo da riempire In questa sezione andranno riportati i dati anagrafici del contribuente che effettua il versamento Qui dovranno essere indicati il numero e la tipologia degli immobili per i quali si paga la rata della Tasi

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