L'esperto risponde - Quesito

» Argomento

SANZIONI A SOCIETA' INCORPORANTE

» Data

24 aprile 2021

» Quesito

Si chiede, per quanto riguarda l'applicazione delle sanzioni tributarie, se le stesse sono irrogabili nel caso di una società incorporata in altra società. Questo comune, in materia di tari, ha effettuato accertamenti tali da contestare l'omessa denuncia per gli anni 2015, 2016 e 2017 ad una società che successivamente, nel 2018, è stata incorporata (fusione per incorporazione) in altra società. Si chiede se sia corretto emettere avviso di accertamento con contestuale irrogazione delle sanzioni nei confronti della società (legale rappresentante) incorporante. Si ringrazia anticipatamente della cortese risposta.

» Risposta

Al fine di dare compiuta risposta, occorre verificare se la fusione per incorporazione costituisca l’estinzione del soggetto passivo precedente all’incorporazione (società incorporata) o, modifica della società. Sulla questione è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11442 del 17 marzo 2016, con cui i giudici di legittimità hanno ripreso la pronuncia resa dalla Corte di Giustizia Ue relativamente alla causa C-343/13 (sentenza del 5 marzo 2015).


Nel testo della decisione, la Suprema Corte ha rimarcato che come il legislatore delegato nazionale, nel novellare con il Decreto legislativo n. 6/2003 la normativa in materia di fusioni, ha avvalorato la tesi secondo la quale la fusione non costituisce una vicenda estintiva, bensì modificativa delle società partecipanti all’operazione. In tal modo, è stata data piena applicazione alla citata direttiva n. 78/855 che aveva individuato nella “continuità” il tratto caratterizzante il fenomeno della fusione.


Da ciò ne discende che nell’ipotesi di fusione con incorporazione di una società responsabile di illeciti amministrativi si determina il trasferimento della responsabilità amministrativa alla società incorporante, nel rispetto delle disposizioni comunitarie a cui gli Stati membri devono uniformarsi.


Se non si dovesse riconoscere detto trasferimento, l’interesse dello Stato alla repressione non sarebbe protetto e la fusione costituirebbe il mezzo per eludere le conseguenze delle infrazioni eventualmente commesse a danno del Paese membro interessato. Come osservato dai giudici della Suprema Corte, l’imputazione della responsabilità all’ente risultante dalla fusione per incorporazione discende, ineludibilmente, non solo dall’esigenza della effettività della risposta sanzionatoria pattiziamente imposta in tema di lotta alla criminalità d’impresa, ma anche dai principi comunitari in tema di riorganizzazione degli enti.


Pertanto, gli atti di accertamento devono contenere le sanzioni per le motivazioni sopra illustrate.


Cordialmente