L'esperto risponde - Quesito

» Argomento

CUMULO GIURIDICO

» Data

2 maggio 2021

» Quesito

Un contribuente ha presentato ricorso/reclamo avverso 5 avvisi di accertamento TARI per omessa denuncia per l'anno 2014 e per gli anni dal 2016 al 2019. Ha provveduto invece a pagare l'anno 2015. Nel reclamo chiede l'applicazione del principio del cumulo giuridico delle sanzioni per gli avvisi impugnati ai sensi dell'art. 12 D.Lgs. n. 472/1997. Chiede inoltre, la possibilità di fruire della definizione agevolata sulla nuova sanzione così determinata. Questo ente, alla luce delle recenti pronunce della Cassazione, è orientato a concedere il cumulo giuridico delle sanzioni (escludendo dal calcolo l'anno 2015 oramai definito) Non si ritiene possibile, invece, l'applicazione dell'art. 17 D. Lgs. n. 472/1997 una volta rinotificato atto con la sanzione rideterminata. Si chiede se sia corretta tale impostazione Si chiede inoltre quale sia la "sanzione base" cui applicare l'aumento. Si tratta della sanzione applicata nel primo anno accertato (2014)? Si tratta della sanzione più bassa applicata?

» Risposta

Il cumulo giuridico è disciplinato dall’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997. Il comma 1. dispone: “È punito con la sanzione che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave, aumentata da un quarto al doppio, chi, con una sola azione od omissione, viola diverse disposizioni anche relative a tributi diversi ovvero commette, anche con più azioni od omissioni, diverse violazioni formali della medesima disposizione”. In realtà, nella fiscalità locale non vi sono situazioni come quelle prospettate al comma 1, bensì le si ravvisa una “continuazione” della medesima violazione, come regolata al comma 5 che specifica: ”Quando violazioni della stessa indole vengono commesse in periodi di imposta diversi, si applica  la  sanzione  base  aumentata dalla metà al triplo… (omissis)..” Pertanto, nel caso di specie verrà applicata la sanzione del 100% aumentata dalla metà al triplo, tenendo presente che il cumulo giuridico deve risultare più vantaggioso del cumulo materiale, ossia della sanzione dei tre atti (100% x 3= 300%).


In ordine all’applicazione dell’art. 17, si evidenzia che il comma 2, prevede che “E' ammessa definizione agevolata con il pagamento di un importo pari ad un terzo della sanzione irrogata e comunque non inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso”. Ciò significa che il contribuente, in alternativa al cumulo giuridico, può versare le sanzioni ridotte ad un terzo e proseguire il contenzioso davanti alla Commissione Tributaria.


In caso di esito positivo non avrà possibilità di recuperare le sanzioni versate, ma, nel caso di rigetto del ricorso, si garantirà la misura ridotta delle sanzioni.


Pertanto il contribuente potrà decidere quale soluzione scegliere e l’ufficio non potrà impedire tale scelta.


Cordialmente