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Rush finale perlaTasi di giugno

Fonte: Il Sole 24 Ore

I Comuni hanno tempo fino a domani per approvare le aliquote della Tasi in tempo per far scattare l’acconto del 16 giugno, ma con l’approssimarsi della scadenza, anziché diradarsi le nubi sul destino della Tasi continuano ad aumentare. Al momento l’unico punto fermo, anche se contestato da più parti, è quello fissato a inizio settimana: dovranno recarsi alla cassa entro il 16 giugno solo i cittadini residenti in un Comune che entro domani (appunto) fisserà le aliquote del nuovo tributo comunale sui servizi indivisibili, e che si vedrà pubblicata entro fine mese la delibera nel censimento ufficiale del dipartimento Finanze. Per gli altri, se ne parlerà più avanti.

Quando? Qui cominciano i dubbi, visto che non è chiaro se il nuovo termine sarà fissato entro settembre, come annunciato dal ministero dell’Economia tre giorni fa, oppure a ottobre (precisamente il 16), come “rivelato” ieri dal presidente dell’Anci, Piero Fassino, nel corso di un’intervista a 24mattino su Radio 24. Così come non è ancora sicuro se il Consiglio dei ministri in programma oggi alle 13 scioglierà il rebus. La vicinanza con l’appuntamento elettorale di domenica potrebbe infatti spingere l’Esecutivo ad aspettare la prossima settimana per occuparsi di un tema notoriamente “sensibile” qual è quello fiscale: dando così implicitamente una veste di “comunicato legge” alla nota emanata lunedì dal ministero dell’Economia.

Se ne saprà di più soltanto oggi. E anche se il premier Matteo Renzi, ai microfoni di Rtl 102,5, ha assicurato che dobbiamo attenderci un consiglio dei ministri «bello e impegnativo sulle azioni di governo», alcuni indizi fanno propendere per uno slittamento di qualche ora, se non di qualche giorno. Il primo indizio lo fornisce l’ordine del giorno della riunione odierna a Palazzo Chigi, che prevede solo l’esame di alcune leggi regionali e l’onnipresente «varie ed eventuali»; il secondo deriva dall’assenza di una decisione chiara e definitiva sulla nuova scadenza per i municipi “ritardatari”.

L’unico a fornire una data precisa ieri è stato Fassino: «I contribuenti delle città in cui non sono sono state approvate le aliquote Tasi – ha dichiarato il numero uno dell’Anci a Radio 24 – pagheranno il 16 ottobre con aliquote che i Comuni stabiliranno entro il 31 luglio». Ma è una versione dei fatti che dall’Economia si limitano a definire come una delle soluzioni possibili. Non l’unica, anche perché il comunicato di lunedì parlava esplicitamente di «settembre», anche senza far riferimento a una data precisa.

A spingere la tesi di ottobre è l’esigenza di evitare un caos-bis appena dopo l’estate: il problema riguarda prima di tutto i 229 Comuni con più di 15mila abitanti dove le elezioni amministrative di domenica prossima potranno sfociare in un ballottaggio l’8 giugno. In queste città le Giunte si insedieranno solo fra giugno e luglio e, con l’estate di mezzo, non è improbabile ritrovarsi anche a settembre senza aliquote: tanto più che il decreto Irpef, ora all’esame del Senato, contempla anche una nuova spending review ancora tutta da attuare, con il risultato di rendere possibile un nuovo rinvio del termine per le delibere, oggi fissato al 31 luglio. L’altra incognita riguarda il raggio di applicazione della proroga. Il comunicato dell’Economia indicava lo spostamento «da giugno a settembre» della prima rata nei Comuni «in ritardo» con le delibere, ma in questi Comuni non è prevista alcuna rata di giugno per l’abitazione principale dal momento che per quei Comuni la legge già prevede il pagamento della Tasi in rata unica a dicembre. Il lavorio sulla proroga, però, ora rimescola le carte e, anche se le opinioni sono ancora divise all’interno dello stesso Governo, il rinvio potrebbe trasformarsi in un “anticipo” nel caso delle abitazioni principali, i cui proprietari sarebbero coinvolti insieme agli altri nella nuova scadenza autunnale.

Intanto si allunga l’elenco delle delibere pubblicate dal dipartimento Finanze: ieri sono comparse (si veda qui sotto) anche quelle di Torino e Mantova, mentre il consiglio comunale di Napoli ha approvato le proprie aliquote (3,3 per mille con detrazioni sull’abitazione principale) che dovrebbero essere pubblicate a breve nel censimento ministeriale.

Il censimento aggiornato

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