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Taglio al fondo «anti-Tasi» per spingere il bonus affitti

Fonte: Il Sole 24 Ore

Via una fetta dei 625 milioni del fondo «anti-aumenti» della Tasi, che vengono destinati a coprire l’Imu al 4 per mille nel 2014 sugli immobili locati a canone concordato, e dall’anno prossimo un piccolo aumento (5 milioni nel 2015 e 2016, 15 milioni dal 2017) delle accise su benzina e riscaldamento per finanziare gli ecobonus nelle ristrutturazioni degli alloggi degli Iacp.

Sul dedalo delle coperture deve ancora esprimersi questa mattina la commissione Bilancio, ma ieri a Palazzo Madama la legge di conversione del decreto «casa-Expo» ha fatto grossi passi in avanti con il via libera a un grosso pacchetto di emendamenti nelle commissioni Lavori pubblici e Territorio. Sempre questa mattina, dopo l’esame della commissione Bilancio, inizierà la discussione generale in Aula, mentre il voto è in calendario da martedì prossimo.

Confermata la sanatoria sui mini-canoni degli inquilini che hanno denunciato gli affitti in nero e hanno ottenuto il taglio grazie alla norma cancellata dalla Consulta con la sentenza 50/2014 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri; ma anche per questa novità non manca qualche rischio di costituzionalità). Semaforo verde anche alle nuove regole che provano a rilanciare i canoni concordati: c’è l’Imu al 4 per mille, ma limitata al 2014 e comunque innalzabile fino al 7 per mille dai Comuni, e la promessa, entro un mese dalla conversione definitiva, di un nuovo elenco Cipe dei Comuni «ad alta tensione abitativa» dove si possono stipulare questi contratti, accompagnati dalla cedolare al 10% grazie alla versione originaria del decreto. La cedolare ultralight si potrà applicare anche ai Comuni interessati da calamità negli ultimi cinque anni. Arriva poi l’assimilazione automatica all’abitazione principale per le case di proprietà di residenti all’estero, a patto che non siano locate o concesse in comodato: su questi immobili, inoltre, Tari e Tasi saranno abbattute di due terzi.

Sul versante dell’edilizia sociale un correttivo nega la retroattività alle norme anti-occupazioni, stabilendo per gli abusivi un bando decennale da nuove assegnazioni di alloggi «a decorrere dalla data di accertamento dell’occupazione». Si estendono agli immobili dei Comuni le regole di favore previste per gli Iacp e la possibilità di riscatto dopo 7 anni da parte del locatario. Piace ai proprietari riuniti in Confedilizia, come spiega il presidente Corrado Sforza Fogliani, l’incentivo ai Comuni perché prendano in affitto da privati alloggi da destinare agli sfrattati.

Tra gli emendamenti dei relatori alcuni riguardano gli appalti pubblici: ampliato a 5 anni il periodo per dimostrare i requisiti per le attività di verifica dei progetti; fatti salvi gli appalti messi a rischio dalle contraddizioni normative sui lavori specialistici; eliminato il principio di corrispondenza tra quote di partecipazione alle Ati e percentuale di esecuzione dei lavori per i raggruppamenti di imprese.

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