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Tasi, è corsa contro il tempo per calcolare la prima rata

Fonte: Italia Oggi Sette

Quindici giorni, di cui 11 lavorativi (sabati compresi). È questo il lasso di tempo (assai breve) che contribuenti e professionisti avranno a disposizione per calcolare e versare la prima rata della Tasi, il nuovo tributo comunale sui servizi indivisibili introdotto dall’ultima legge di Stabilità. Solo dopo il 31 maggio, infatti, sarà possibile conoscere le aliquote da applicare e, per le prime case, addirittura se l’acconto sia o meno dovuto.

Per evitare errori (e le conseguenti sanzioni), occorre districarsi in un ginepraio di norme, già oggetto di due modifiche nel giro di poco più di quattro mesi. La disciplina dettata dalla legge 147/2013, infatti, è stata dapprima rivista con il dl 16/2014, il quale, a sua volta, ha subito un profondo restyling durante l’iter parlamentare di conversione.

Di fatto, le novelle hanno toccato tutti gli aspetti più rilevanti, a partire dalla tempistica dei versamenti. Mentre in precedenza, erano i comuni a dover fissare modalità e scadenze, ora tale discrezionalità è rimasta solo per la Tari (ovvero la nuova tassa rifiuti che ha preso il posto della Tares).

Per la Tasi, invece, il pagamento potrà essere effettuato o in unica soluzione entro il 16 giugno o in due rate con le stesse scadenze previste per l’Imu (16 giugno e 16 dicembre): l’acconto dovrà essere versato sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente, con obbligo di conguaglio in sede di saldo, sempreché la deliberazione comunale sia pubblicata sul sito del Mef entro il 28 ottobre (i comuni devono trasmetterla entro il 21 ottobre); in mancanza, si applicheranno le aliquote dell’anno prima o quelle standard.

Questi meccanismi, però, andranno a regime solo dal prossimo anno. Per il solo 2014, essendo il primo anno di applicazione del tributo, sono dettate regole diverse.

Quest’anno, sugli immobili diversi dall’abitazione principale, qualora il comune non abbia deliberato una diversa aliquota entro il 31 maggio, la prima rata andrà versata entro il 16 giugno applicando l’aliquota base (1 per mille) e il versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno dovrà essere eseguito a conguaglio sulla base delle deliberazioni pubblicate entro il 28 ottobre.

Sulle prime case, invece, si pagherà tutto in un’unica rata entro il 16 dicembre, salvo il caso in cui la deliberazione del comune sia pubblicata sul sito del Mef entro il 31 maggio (trasmissione entro il 23 maggio). In questo caso, l’acconto è da versare entro il 16 giugno.

In pratica, quindi, solo dal 1° giugno si conosceranno le scelte dei sindaci e quindi sarà possibile capire: 1) se sia dovuta e in che misura la prima rata sulle prime case o se invece se ne riparlerà a fi ne anno; 2) se sugli altri immobili l’acconto sia da calcolare applicando l’aliquota base ovvero la diversa aliquota tempestivamente decisa da ciascun comune. Il tutto entro il 16 giugno.

Ecco i 15 giorni di cui si diceva: un termine davvero breve, anche perché, come già accaduto per l’Imu, i comuni faranno certamente scelte differenziate gli uni dagli altri, non solo in termini di aliquota, ma anche per quanto concerne agevolazioni ed esenzioni. In quelle due settimane, quindi, sarà necessario monitorare attentamente le scelte compiute da ogni amministrazione. Ecco perché i Caf hanno già lanciato l’allarme.

Infine, c’è il problema (già da più parti evidenziato) della gestione degli eventuali rimborsi da riconoscere a tutti coloro che dovessero versare un acconto in misure superiore a quella dovuta in base alle decisioni assunte dal proprio comune dopo il 16 giugno. Un’eventualità, quest’ultima, tutt’altro che remota, considerato che i sindaci hanno tempo fino a fine luglio per approvare i bilanci ed i regolamenti collegati.

Ricordiamo infine che, dopo il dl 16, la Tasi non potrà essere pagata attraverso i sistemi elettronici offerti da banche e poste, ma solo con F24 e bollettino postale centralizzato.

Quando si paga la Tasi

Prime case L’acconto si paga entro il 16/6 se la deliberazione comunale che fissa aliquote e detrazioni è pubblicata entro il 31/5. Altrimenti, si pagherà per intero entro il 16/12, sulla base delle aliquote e detrazioni pubblicate entro il 28/10 (o, in mancanza, di quelle di legge)

Altri immobili L’acconto si paga entro il 16/6 Se la deliberazione comunale che fissa aliquote e detrazioni è pubblicata entro il 31/5, se ne dovrà tenere conto, altrimenti l’acconto dovrà essere calcolato applicando l’aliquota base dell’1 per mille e senza detrazioni

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