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Tassare i giochi online per cancellare la mini-Imu

Fonte: Repubblica

La mini-Imu è appesa a una promessa. Quella fatta ieri dai due relatori al decreto del 30 novembre (ora al Senato) che, pur cancellando la seconda rata, richiama di fatto circa dodici milioni di italiani a pagarne un pezzettino entro il prossimo 16 gennaio. «Si farà tutto il possibile, una soluzione deve essere trovata» per evitare la mini-Imu, è l’impegno di Fornaro (Pd) e Olivero (Sc). «Chiederemo al governo se c’è la volontà di reperire le risorse». E cioè 440 milioni stimati dalla Ragioneria dello Stato nella relazione tecnica. Circa 380 milioni per l’Anci, l’Associazione dei Comuni guidata dal sindaco di Torino, Fassino. Nel frattempo, spunta un emendamento – questa volta alla Camera, dov’è in discussione la legge di Stabilità – a firma Bobba e Anzaldi (entrambi Pd), che propone di alzare la tassazione sui giochi online, ora al 3%, e portare l’aliquota per tutti i giochi, anche quelli tradizionali, al 14%. Coprendo così la mini-Imu e liberando gli italiani dallo scampolo dell’imposta.

L’ultimo dato aggiornato, comunicato ieri dall’Anci (e risultato del monitoraggio Ifel su 4.167 delibere dei Comuni fino al 27 novembre), rivela che 2.437 sindaci hanno un’aliquota sopra quella standard del 4 per mille, sulla prima casa. Questo significa, ha spiegato ieri Fassino, che lo “sforzo fiscale” del biennio 2012- 2013 vale 950 milioni di gettito. È questa la cifra che ora il governo chiede ai cittadini di coprire per il 40% (380 milioni, come detto). Ma potrebbe crescere.I Comuni hanno tempo fino al 9 dicembre per comunicare le delibere. Fassino ha anche spiegato che circa mille città sono già al tetto massimo dell’aliquota sulle seconde case (10,6 per mille). E dunque dovranno recuperare gettito nel 2014 spingendo al massimo la nuova Tasi sulle prime. Anzi, per dieci Comuni importanti – tra cui Roma, Torino, Milano, Napoli, Catania – non sarà neppure sufficiente mettere l’aliquota al 2,5 per mille. Per avere lo stesso gettito, occorrerebbe una Tasi folle, anche sopra il 4 per mille (non consentito però dalla legge).

Questione Imu, dunque, ancora aperta. Ma stangata Tasi all’orizzonte. Ecco perché ieri Fassino ha chiesto «al Parlamento di trovare 1,5 miliardi di euro nella legge di Stabilità, altrimenti nel 2014 nessun Comune sarà in grado di chiudere il bilancio». Aggiungendo poi che il fondo vincolato alle detrazioni da 500 milioni nel solo 2014 «è insufficiente» a esentare quel 30% delle prime case (4,5 milioni di abitazioni) che con l’Imu non pagava, perché compensava l’imposta con i bonus da 200 euro di base e 50 euro per ciascun figlio a carico. «Solo per i figli, le detrazioni valgono 400 milioni», ha riferito.

Pessime notizie poi sul potere d’acquisto delle famiglie, crollato del 9,4% tra il 2008 e il 2012, secondo i dati Inps, cinque punti solo l’anno scorso. Oltre al fatto che quasi un pensionato su due percepisce assegni sotto i mille euro. Mentre la crisi non molla e il gettito Iva va ancora giù (-3,9% nei primi dieci mesi del 2013, ovvero 3,4 miliardi in meno).

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