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Bilanci, sperimentazione tra dubbi

È partita la sperimentazione della nuova contabilità degli enti locali armonizzata con il resto della p.a. Una cinquantina di comuni sono già alle prese con i nuovi schemi di bilancio e con l’applicazione del nuovo principio della «competenza finanziaria potenziata». La contabilità finanziaria rimane il sistema contabile principale e fondamentale degli enti locali. Viene confermato anche il carattere autorizzatorio e la durata triennale del bilancio pluriennale; si aggiunge però il bilancio di cassa. Sono previsti schemi di bilancio uniformi per tutte le p.a., articolati per missioni e programmi evidenziando le finalità della spesa pubblica. Per ovvie esigenze di consolidamento dati, viene introdotto un piano dei conti unico ed integrato che consentirà, in un secondo momento, anche la tracciabilità delle transazioni elementari con enormi potenzialità informative dei dati contabili e dei controlli connessi. I bilanci preventivi considerano, oltre ai consueti stanziamenti di competenza, anche i residui provenienti dagli anni precedenti, il fondo di cassa all’inizio dell’esercizio, i pagamenti, le riscossioni e il fondo di cassa finale; peraltro, riscossioni e pagamenti in conto capitale, dovranno essere in linea con i saldi obiettivo del patto di stabilità interno. Novità assoluta della struttura del bilancio è il fondo pluriennale vincolato che garantisce la copertura finanziaria delle spese re-imputate agli esercizi successivi per effetto dell’applicazione nuovo principio della competenza finanziaria. Tutto ruota attorno alla nuova configurazione del principio della competenza finanziaria (c.d. «potenziata») secondo la quale le obbligazioni attive e passive giuridicamente perfezionate, che danno luogo a entrate e spese per l’ente di riferimento, sono registrate nelle scritture contabili con l’imputazione all’esercizio nel quale esse vengono a scadenza. In tal modo il bilancio preventivo offre una visione completa e rappresentativa della gestione amministrativa dell’ente; non vi è più la netta (e spesso incomprensibile) separazione tra gestione di competenza (dell’anno in esame) e gestione residui (degli anni precedenti), ma entrambe si sommano in un unico bilancio che autorizza, sia le nuove attività ed i nuovi investimenti, sia il completamento o la definizione di quanto già programmato in precedenza. Al sistema contabile finanziario si affianca la contabilità economico-patrimoniale garantendo «la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico-patrimoniale», che fa ritenere ormai superato l’utilizzo del prospetto di conciliazione di cui all’art. 229, comma 9, Tuel.La sperimentazione dura due anni: nel 2012 il nuovo schema di bilancio viene adottato solo ai fini conoscitivi; si procede quindi al riaccertamento dei residui e alla costituzione del fondo pluriennale vincolato e alla prima applicazione del principio della competenza finanziaria potenziata; nel 2013 la sperimentazione entra nel vivo. Grande importanza riveste l’impiego di software adeguati. L’adozione della nuova contabilità rileva anche alcuni rischi legati alla complessità delle operazioni e alla confusione che accompagnerà questa fase: il pericolo è che si possa rinviare oneri al futuro, con la motivazione che le obbligazioni non sono ancora venute a scadenza, nascondendo, di fatto, situazioni di difficoltà finanziaria o di dissesto.

Fonte: Italia Oggi

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