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Calcolo quota svalutazione crediti da inserire tra i costi del PEF

Il Caso di C. Carpenedo

dilazione di pagamento

Come si calcola la quota svalutazione crediti e crediti inesigibili da inserire tra i costi del PEF? E’ Corretto riferirsi all”accantonamento che si opera in bilancio e quindi imputare come costi la stessa cifra?

Un aspetto di grande interesse che si è sviluppato soprattutto negli ultimi anni di applicazione della tassa rifiuti è quello relativo alle mancate riscossioni. Il tema va affrontato da due punti di vista:

  • I riflessi nel PEF, che ha delle proprie regole ma ancora scarsamente definite
  • I riflessi nel bilancio del comune da quando vige la contabilità armonizzata

Fattore comune ad entrambi per lo stato di salute del servizio è il monitoraggio delle inesigibilità della riscossione, vale a dire l’individuazione di crediti la cui possibilità di realizzo è molto scarsa, così da non garantire il principio della totale copertura dei costi, se non con lo stanziamento di un fondo capiente a copertura.
Questo stanziamento, per il principio della corrispondenza tra servizio finanziato e utenti che ne hanno beneficiato, deve essere il più possibile computato nel PEF dell’anno di riferimento.
Per affrontare il tema si deve partire dalla considerazione che le somme dovute dagli utenti originano altrettanti crediti del soggetto attivo che, in base ai principi di redazione del bilancio richiamati dal metodo normalizzato, devono essere iscritti al valore presumibile di realizzazione (art. 2426, n. 8, c.c.). I crediti esigibilidanno quindi luogo, già di per sé, a costi nel PEF, sotto il profilo della svalutazione specifica o del fondo rischi generico, che possono essere inseriti nei costi comuni diversi (CCD). Ciò entro limiti ristretti, giacché il punto 2.1, all. 1, dPR. 158/1999 impone che gli accantonamenti per rischi sono ammessi come costi nella misura massima ammessa dalle leggi e prassi fiscali.

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