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Casa, in arrivo 468 milioni

Conto alla rovescia per il programma finanziato con 468 milioni per ripristinare migliaia di alloggi popolari attualmente inutilizzati perché inagibili. 

Il decreto Infrastrutture-Economia-Affari regionali che ripartisce i fondi alle Regioni sta viaggiando verso la «Gazzetta Ufficiale», dopo essere stato registrato il 13 aprile dalla Corte dei Conti. Si tratta di uno tra i più importanti decreti attuativi previsti dal decreto legge contro l’emergenza abitativa (n.47/2014), varato dal governo a marzo dell’anno scorso, voluto dall’ex ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. 

A dare la notizia è stato il viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini. «Il provvedimento stanzia circa 470 milioni di risorse pubbliche per l’housing sociale, destinate alla riqualificazione e recupero e sarà pubblicato a giorni sulla “Gazzetta Ufficiale”», ha detto Nencini. «Si tratta – ha aggiunto – in larga parte di alloggi immediatamente disponibili che rimettiamo sul mercato con affitto agevolato e affitto calmierato destinato alla vendita, per venire incontro alle domande ad oggi inevase e per consentire a chi ha i requisiti di occupare i tanti appartamenti inutilizzati». Il viceministro alle Infrastrutture ha anche ricordato che sta lavorando ad apposite misure contro l’emergenza abitativa, con l’obiettivo di inserire nel circolo dell’edilizia sociale gli appartamenti invenduti oppure oggetto di fallimenti, incagli o pignoramenti. 

Il Dm che sblocca 468 milioni e che sta per approdare in «Gazzetta» (disponibile sul sito di «Edilizia e Territorio») è stato predisposto dai tecnici del Mit durante il mandato del precedente ministro Lupi. La bozza (che aveva ricevuto l’ok delle Regioni) era stata firmata lo scorso 8 gennaio da Lupi e inviata lo stesso giorno al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. L’ultimo passaggio è stato appunto la registrazione della Corte dei Conti.

A partire dal giorno della pubblicazione, le Regioni avranno 4 mesi (120 giorni) per selezionare e verificare gli interventi da finanziare e, infine, inviare la lista degli interventi in programma al ministero delle Infrastrutture. Porta Pia, sulla base degli elenchi regionali, assegnerà concretamente le risorse agli enti, con decreto. Poi toccherà nuovamente alle Regioni dare l’input a Comuni e Iacp per appaltare i lavori. 

Il programma viaggerà su un “doppio binario”. Una corsia veloce è riservata al ripristino degli alloggi che possono essere riparati in breve tempo e con una spesa massima unitaria di 15mila euro: i lavori devono concludersi entro 60 giorni (a partire dal Dm ministeriale di assegnazione delle risorse). Questi appartamenti andranno agli inquilini sotto sfratto. 
C’è poi un “secondo binario”, per gli alloggi più malmessi, che cioè richiedono interventi più complessi e costosi: fino a 50mila euro ad alloggio. Si tratta di interventi di manutenzione straordinaria, come l’adeguamento strutturale antisismico, il miglioramento delle prestazioni energetiche, la rimozione di amianto o di barriere architettoniche. Sono inoltre finanziabili i lavori relativi a frazionamenti e accorpamenti, con rinnovo e sostituzione di parti (anche strutturali) di edifici. 

Una prima mappa degli alloggi su cui intervenire è stata già stilata dalle Regioni. In lista d’attesa ci sono quasi 16.400 unità immobiliari utilizzabili perché inagibili. Proprio in base a questo censimento (e in base anche al numero di sfratti esecutivi rilevati dal ministero dell’Interno) è stato calcolato il riparto dei fondi, pari esattamente a 467,9 milioni di euro.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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