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Città metropolitane con tagli diversificati

Più tagli a Bologna, Genova e Milano per alleggerire il carico di Firenze, Roma e Napoli. In sintesi è questo il risultato della proposta che i sindaci hanno inviato ieri al Governo per provare a risolvere il problema dei tagli alle Città metropolitane su cui nelle settimane scorse si era scaldato il confronto fra amministratori e Governo, sfociato due settimane fa nell’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio.

La soluzione individuata dai tecnici di Ifel-Anci, come sottolinea lo stesso presidente dell’associazione dei Comuni Piero Fassino, è «solidale», nel senso che dopo qualche scintilla anche all’interno del mondo degli enti locali le amministrazioni che erano state meno colpite dalla geografia dei tagli decisa in conferenza Stato-Città si sono rese disponibili ad accettare una quota aggiuntiva di manovra per aiutare Firenze, Roma e Napoli. «Ora ci aspettiamo analoga disponibilità dal Governo, per arrivare entro la prossima settimana alla decisione politica di varare il decreto enti locali». E qui iniziano le incognite.

La somma complessiva chiesta alle Città metropolitane rimane invariata, come ha chiesto il Governo, ma il nuovo riparto dei tagli impone comunque una correzione alla legge di Stabilità. La manovra chiede infatti di distribuire le sforbiciate tra Province e Città metropolitane in base ai «fabbisogni standard», cioè al “prezzo giusto” delle diverse funzioni locali, e l’attuazione portata avanti dal Governo ha applicato la misura in base al rapporto fra «costi efficienti», misurati dalla Sose, e possibilità per ogni ente di raccogliere gettito dalle imposte sull’automobile (addizionale RcAuto e Ipt) e sull’ambiente. La proposta dei sindaci, per rendere un po’ meno brusco il passaggio dalle vecchie alle nuove regole, mescola invece i «costi efficienti» alla spesa storica. Per attuarla, quindi, occorre che il Governo sia disposto ad attenuare in parte la parola d’ordine dell’«addio alla spesa storica» sventolata nelle scorse settimane.

Nel cantiere del decreto enti locali, poi, non sono pochi gli aspetti ancora in discussione. Uno è rappresentato dalla riduzione delle super-sanzioni in vigore da quest’anno per chi ha sforato nel 2014 il Patto di stabilità: l’idea, che riguarda da vicino almeno un terzo degli enti di area vasta, è già scritta nell’intesa firmata a febbraio da sindaci e Governo, ma va tradotta in pratica con scelte che hanno dei costi. I due passaggi, rappresentati da redistribuzione dei tagli e alleggerimento delle sanzioni, sono intrecciati a doppio filo, anche perché penalità più leggere aiuterebbero a compensare la stretta aggiuntiva alle Città scese in aiuto di Firenze, Roma e Napoli. Tutta la partita, che comprende anche il Fondo per le detrazioni Tasi da 625 milioni, è a sua volta collegata all’esito della trattativa fra Governo e Regioni sui tagli alla sanità, perché anche questo capitolo dovrebbe finire nel decreto enti locali: il rendez-vous, però, è slittato a mercoledì prossimo, e l’intesa è ancora tutta da trovare.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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