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Dai concessionari affidamenti con gara

Obbligo per i concessionari di lavori pubblici di affidare a terzi lavori, forniture e servizi. Pagamento diretto dei subappaltatori in caso di inadempimento dell’appaltatore. Indicazione in sede di offerta di tre sub affidatari. Confermato l’obbligo di pubblicità dei bandi di gara sui quotidiani nazionali e locali. Da rivedere semplificare l’Avcpass. È quanto si prevede nei nuovi emendamenti depositati martedì sera dai relatori del disegno di legge delega per il recepimento delle direttive appalti e per la riforma del Codice appalti pubblici.

Il provvedimento è in corso di esame da parte della commissione lavori pubblici del senato, ma è stato ancora rinviato alla prossima settimana perché, nonostante sia arrivato il parere della commissione bilancio sul testo presentato dai relatori Marco Pagnoncelli (Fi) e Stefano Esposito (Pd) sostitutivo di quello del governo, ancora manca (a un mese dalla loro presentazione) il parere della stessa commissione sui 342 emendamenti presentati dai colleghi della ottava commissione (lavori pubblici).

Con il parere sul testo base dei relatori, la commissione bilancio si è espressa con un sostanziale via libera, sia pure con alcune osservazioni. In particolare sulla norma che prevede per l’affidamento dei contratti un favor per le imprese che utilizzano manodopera o personale locale (apprezzata dalla commissione industria), la commissione bilancio chiede espressamente che la delega sia attuata nel «pieno rispetto» della normativa Ue. Stessa previsione (compatibilità Ue) anche per la norma che esclude l’aggiudicazione al prezzo più basso per i contratti di servizi a elevato contenuto di manodopera.

Sull’incremento di funzioni in capo all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) la commissione bilancio sottolinea l’esigenza di prevedere appositi stanziamenti di bilancio in caso vi fossero oneri finanziari da coprire.

Nel frattempo, dopo avere presentato a metà aprile alcuni emendamenti correttivi al loro testo, i due relatori hanno presentato, il 12 maggio, altri emendamenti fra cui spicca quello (già annunciato da Esposito in un convegno del Pd svoltosi la scorsa settimana) concernente l’obbligo per i soggetti pubblici e privati, titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici, sia già esistenti che di nuova aggiudicazione, di affidare tutti i contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni mediante procedura ad evidenza pubblica, anche di tipo semplificato.

La nuova norma prevede però per le concessioni già in essere, un periodo transitorio di adeguamento che non potrà superare dodici mesi. Si tratta di un emendamento che potrebbe però porre profili di coerenza con l’assetto normativo europeo, così come quello che impone il ricorso all’aggiudicazione esclusivamente con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nei contratti di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica. I relatori chiedono poi di focalizzare la revisione del sistema di qualificazione sulle «reali capacità realizzative, sulle competenze tecniche e professionali organiche all’impresa, nonché alle attività effettivamente eseguite», segno evidente di una lotta serrata alle cosiddette «scatole vuote».

Prevista la revisione della disciplina di pubblicità dei bandi di gara, fermo restando l’obbligo di pubblicità sui quotidiani (massimo due a livello locale) con spese a carico degli aggiudicatari. Previsto poi l’obbligo di pagamento diretto dei subappaltatori (da indicarne in offerta almeno tre) se l’appaltatore è inadempiente. Chiesta infine la revisione la semplificazione del sistema Avcpass di verifica dei requisiti dichiarati in gara dai concorrenti.

Fonte: Italia Oggi

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