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Giustizia tributaria digitale

Fonte: ItaliaOggi

Giustizia tributaria sempre più digitale. In attesa che il processo telematico sia esteso a tutta Italia nel corso del 2017, il canale online ha ormai soppiantato definitivamente la carta nelle notifiche e nelle comunicazioni inviate dalle segreterie di Ctp e Ctr alle parti. Nel 2016, infatti, sono state spedite oltre 1.243.883 di Pec per informare contribuenti e uffici delle fissazioni di udienza e dei dispositivi delle sentenze. La posta elettronica certificata è stata utilizzata cioè nel 94,4% dei casi, su un totale di 1.317.033 invii. Il risparmio per le casse erariali supera i 7 milioni di euro. È quanto emerge dalle statistiche sull’utilizzo della Pec nelle cause con il fisco, diffuse ieri dalla Direzione giustizia tributaria del Dipartimento finanze.

Nel 2016 la raccomandata postale con avviso di ricevimento è stata utilizzata in 72.180 mila occasioni (5,5% del totale). Circostanze riconducibili per lo più all’ultima «coda» degli arretrati della Commissione tributaria centrale (che non beneficiava della possibilità di notifica Pec) e ai casi di autodifesa da parte dei contribuenti nelle cause di valore inferiore ai 3 mila euro. A differenza dei professionisti, infatti, i privati non sono obbligati ad avere un indirizzo Pec.

Il ricorso ad altri strumenti di notifica o comunicazione nel 2016 è stato puramente residuale, con soli 955 casi di deposito in commissione (0,07% del totale) e appena 15 casi interventi del messo comunale o interno (0,001%). Si ricorda che la percentuale di utilizzo della Pec nelle missive delle segreterie si era attestata al 91,5% nel 2015 e all’84,4% nel 2014.

L’introduzione della Pec per udienze e verdetti già dal 2012 ha costituito il primo passo per l’avvio del processo tributario telematico, scattato in via sperimentale in Umbria e Toscana nel dicembre 2015, esteso ad altre sei regioni nel 2016 (Abruzzo, Molise, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto) e in fase di messa a regime quest’anno. Il prossimo step di ampliamento coinvolgerà il 15 febbraio 2017 le commissioni tributarie di Campania, Puglia e Basilicata, per poi abbracciare gradualmente le regioni mancanti entro il 15 luglio 2017.

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